
Rèquiem aetèrnam dona eis, Domine,
et lux perpètua lùceat eis.
Requiéscant in pace.
Amen
Dove eravamo rimasti?
Latitante dal web : FigliaPiccola e SimilGenero, partiti per le vacanze (loro), hanno lasciato qua la metà del bagaglio, panni da lavare che ho già steso . . . la Carrie, che è simpatica, ma è una cagnolina curiosa e abbaia anche alle foglie che si muovono nel vento! Ha le sue abitudini, tra cui quella di venire a svegliarmi con le unghiette la mattina, alzandosi sù e appoggindosi al mio lenzuolo . . . cosa che i miei cani non hanno mai fatto, la mia parte di letto è: off limits! Dovrò insegnarlo alla cagnetta nuova!
Avevamo deciso, L'Uomodellamiavita ed io, di regalarci una mattinata al mare, senza pensare a casa, cibo o all'orto . . . la notte tra sabato e domenica, ha piovuto, con lampi tuoni e vento . . . non è durata molta, ma così forte che ha allagato la Città della Costa, ha reso il mare da bandiera rossa, e malgrado il sole di ieri, l'aria si era rinfrescata, oggi poi . . . cielo grigio e arietta fresca!
Dove vanno a finire i palloncini? : Ho comprato la cartolina, oggi scrivo, domani spedisco! Ho pensato che metterò l'indirizzo del post che lo riguarda, e l'indirizzo del blog . . . la cartolina, riporta bene l'indicazione della provenienza! Poi, se risponde, vi farò sapere!
La copertina del piccoloLord : eccoci quasi alla fine, sono a quota -12 piastrelle, ma ho finito il filo, devo aspettare il pomeriggio, che apra il negozio e possa comprare un nuovo gomitolo . . . incomincio a rivalutare le noiose spiegazioni della Prof di Applicazioni Tecniche delle medie!
E per il futuro???
Libri : vi parlerò ancora di libri, dei libri che ho letto, senza un ordine e senza pretese che voi condividiate le mie opinioni, senza pretendere che voi li leggiate . . . è solo per rispondere a quel impiegato della Biblioteca Comunale che, l'altro giorno mentre registrava l'ultimo libro che ho preso ha esclamato: " Dal 2001 ha preso ben 289 libri, ma . . . li ha letti tutti?", gli ho risposto: "Non so se tutti tutti, ma so che non ho letto solo quelli presi qua, ne ho letti anche altri . . . che ho comprato!". Però, ormai mi ha messo la pulce nell'orecchio e così, mi sono fatta mandare l'elenco (via e-mail) per poterci dare uno sguardo!
Dieta : Senza arrivare a farmene una fissa, cercherò di dimagrire. Perchè, se già qualche tempo fa, mi "pesava" il mio sovrappeso, figuriamoci adesso, che peso ancora di più e le ginocchia scricchiolano! E magari ve lo racconto! ;-)
Space clearing : Sento il bisogno di riordinare il mio spazio: quello di casa (cantina, garage compresi) perchè tutti continuano a dire: "metti lì che non si sa mai!", poi quando si cerca qualcosa (che è il momento "che non si sa mai"!) non si trova niente . . . Quello qui sul web, perchè, tra il mio blog, i blog che leggo (più o meno di frequente),facebook, flikr ed e-mail, si è ammucchiato un sacco di roba, da riordinare . . . post, tag, lettere, cosidetti "amici", foto che vorrei condividere con alcuni di voi!. . . quello tra me e me, che è il più difficile! Sapete, settembre è tempo di bilanci, è il mese del compleanno, spesso non mi ritrovo con gli anni che sono sulla carta d'identità, spesso mi chiedo: cosa voglio fare da grande??? Anche se mi rendo conto che: "nel mezzo del cammin di nostra vita", ci sono già passata!!!
E ancora: varie ed eventuali : cioè, tutto quello che mi verrà in mente! Che mi colpisce, sia quello che capita in famiglia, sia quello di cui si parla in Tv o sui giornali, sia quello che leggo nei vari blog! Perchè, una cosa so bene di me stessa . . . non sono fatta per l'introspezione e basta, mi piace parlare . . . devo dire la mia! Se a qualcuno non va bene, se ne faccia una ragione!
Stamattina ho letto, in modo molto casuale, il piccolo commento di un amico su Facebook e qualche minuto dopo, un post intero di un altro amico, sul suo blog . . . mi è sembrato, come se uno fosse la risposta adeguata all'altro . . . perciò, ho deciso di copiarli, tutti e due, per ricordarmi e se volete ricordarvi, che la vita, la storia minima di ogni giorno, di ognuno di noi, è importante come e forse più, di tante notizie che ci "sbattono" in faccia tutti i giorni i mass media!
Da facebook (copiato tale e quale, senza censura) :
"A.M. : me ne fotto!
Fiordicactus: Mo' che sarà successo???
A.M. niente di particolare sono amorfo col mondo esterno.
Me ne fotto del funerale di tizio, delle cazzate di caio e delle minchiate di sempronio, me ne sto in casa col L**** a distrug...ehmn...a giocare"
Dal blog-amico (copiato tale e quale, senza censura) :
"Quel che ci parla, mi pare, è sempre l'avvenimento, l'insolito, lo straordinario: articoli in prima pagina su cinque colonne, titoli a lettere cubitali. I treni cominciano a esistere solo quando deragliano, e più morti ci sono fra i viaggiatori, più i treni esistono; gli aerei hanno diritto di esistere solo quando sono dirottati; le macchine hanno come unico destino quello di schiantarsi conto i platani: cinquantadue week-end all'anno, cinquantadue bilanci: tanti sono i morti e tanto meglio per l'informazione se le cifre non fanno che aumentare! Dietro a un avvenimento ci deve essere uno scandalo, un'incrinatura, un pericolo, come se la vita dovesse rivelarsi soltanto attraverso lo spettacolare, come se l'esemplare, il significativo, fosse sempre anormale: cataclismi naturali o sconvolgimenti storici, conflitti sociali, scandali politici...
Nella precipitazione che abbiamo di misurare lo storico, il significativo, il rivelatore, non dimentichiamo però l'essenziale: ciò che è davvero intollerabile, veramente inammissibile: lo scandalo non è il grisou, è il lavoro nelle miniere. Il «malcontento sociale» non è «preoccupante» durante lo sciopero, è intollerabile ventiquattr'ore su ventiquattro, trecentosessantacinque giorni all'anno.
I maremoti, le eruzioni vulcaniche, i grattacieli che crollano, gli incendi boschivi, le gallerie che sprofondano, Publicis che brucia e Aranda che vuota il sacco! Orribile! Terribile! Mostruoso! Scandaloso! Ma dov'è lo scandalo? Il vero scandalo? Il giornale non ci ha detto altro che: state tranquilli, ecco la prova che la vita esiste, con i suoi alti e bassi, ecco la prova che qualcosa succede pur sempre.
I giornali parlano di tutto, tranne che del giornaliero. I giornali mi annoiano, non mi insegnano niente; quello che raccontano non mi riguarda, non mi interroga né tanto meno risponde alle domande che mi pongo o che vorrei porre.
Quello che succede veramente, quello che viviamo, il resto, tutto il resto, dov'è? Quello che succede ogni giorno e che si ripete ogni giorno, il banale, il quotidiano, l'evidente, il comune, l'ordinario, l'infra-ordinario, il rumore di fondo, l'abituale, in che modo renderne conto, in che modo interrogarlo, in che modo descriverlo?
Interrogare l'abituale. Ma per l' appunto ci siamo abituati. Non lo interroghiamo, non ci interroga, non ci sembra costituire un problema, lo viviamo senza pensarci, come se non contenesse né domande né risposte, come se non trasportasse nessuna informazione. Non è neanche più un condizionamento, è l'anestesia. Dormiamo la nostra vita di un sonno senza sogni. Ma dov'è la nostra vita? Dov'è il nostro corpo? Dov'è il nostro spazio?
Come parlare di queste "cose comuni", o meglio, come braccarle, come stanarle, come liberarle dalle scorie nelle quali restano invischiate; come dar loro un senso, una lingua: che possano finalmente parlare di quello che è, di quel che siamo.
Forse si tratta di fondare finalmente la nostra propria antropologia: quella che parlerà di noi, che andrà cercando dentro di noi quello che abbiamo rubato così a lungo agli altri. Non più l'esotico, ma l'endotico.
Interrogare quello che ci sembra talmente evidente da averne dimenticata l'origine. Ritrovare qualcosa dello stupore che potevano provare Jules Verne o i suoi lettori di fronte a un apparecchio capace di riprodurre e trasportare i suoni. Perché è esistito, questo stupore, e con esso, migliaia d'altri, che ci hanno plasmato.
Ciò che dobbiamo interrogare, sono i mattoni, il cemento, il vetro, le nostre maniere a tavola, i nostri utensili, i nostri strumenti, i nostri orari, i nostri ritmi. Interrogare ciò che sembra aver smesso per sempre di stupirci. Viviamo, certo, respiriamo, certo; camminiamo, apriamo porte, scendiamo scale, ci sediamo intorno a un tavolo per mangiare, ci corichiamo in un letto per dormire. Come? Dove? Quando? Perché?
Descrivete la vostra strada. Descrivetene un' altra. Fate il confronto.
Fate l'inventario delle vostre tasche, della vostra borsa. Interrogatevi sulla provenienza, l'uso e il divenire di ogni oggetto che ne estraete.
Esaminate i vostri cucchiaini.
Cosa c'è sotto la carta da parati?
Quanti gesti occorrono per comporre un numero telefonico? Perché?
Perché non si trovano le sigarette in drogheria? Perché no?
Poco m'importa che queste domande siano frammentarie, appena indicative di un metodo, al massimo di un progetto. Molto m'importa, invece, che sembrino triviali e futili: é precisamente questo che le rende altrettanto, se non addirittura più essenziali, di tante altre attraverso le quali abbiamo tentato invano di afferrare la nostra verità. "
George Perec, 1973
Da Georges Perec, L’infra-ordinario, Bollati Boringhieri, 1994, pp. 11-14, traduzione di Roberta Delbono
Visto che non sapevo chi fosse questo Monsieur Perec, ho cercato notizie, eccole qui.
Eccomi, per rispondere all'appello di Vivana, ribadisco che non voglio convincere nessuno.
Che sono cose in cui credo, e penso che siano ampiamente condivise, come i tre Sì e i tre No, che ci vengono suggeriti dal manifesto "liberi per vivere"
«...Le circostanze non sono neutre, non sono cose solo da sopportare, stoicamente, sono parte della nostra vocazione, della modalità con cui Lui ci chiama, ci sfida ci educa, con cui Dio, il Mistero buono ci chiama oggi.
Per noi queste circostanze hanno tutto lo spessore di una chiamata, perciò sono parte del dialogo di ciascuno di noi con il Mistero presente...»
[Don J. Carròn - Rimini, venerdì 24 aprile 2009, sera]
Credo che siano parole che possono essere condivise anche da chi non crede in Dio!