Qualche tempo fa, in Biblioteca, ho conosciuto un simpatico signore che mi ha consigliato un bellissimo libro (di cui prima o poi vi parlerò).
Chiacchierando del più e del meno, tra le altre cose, mi ha rivelato di essere il direttore artistico di una delle Manifestazioni Culturali che si svolgono nella Città sulla Costa, che quest'anno è arrivata alla 15° edizione . . . se qualcuno vuole tenersi libero il prossimo fine settimana, eccovi una proposta:

Io, nel mio piccolo, vi ho avvisato, ma se volete saperne di più, leggete quello che ne dicono, sul sito del Comune . . .
Al mattino, da quando anche i Tg Regionali hanno deciso di inondarci di notizie, l'Uomodellamiavita, oltre ai vari TG nazionale, su più canali, si guarda anche tutta la mezz'ora dedicata alle Marche, calcolando che sono le stesse notizie che poi ascolta alle 14 . . . da matti!
Ma ieri mattina, la tizia con vocina da Topolino, mi ha dato una dritta, per un post da "Promozione Turistica" . . . . . ci ha svelato che su You Tube c'è questo "corto" dell'Istituto Luce, dai lontani anni '20
A me è piaciuto tantissimo, e mi sono messa alla ricerca di qualcosa di più attuale, per darvi l'idea di come è cambiata la "ridente Città sulla Costa", guarda che ti riguarda, ho trovato quest'altro video, che non è come avrei voluto io, ma vi da l'idea del tempo che passa, basta guardare quanto sono cresciute le palme.
Per la parte del Lungomare nuova, che, come dicono i politici "l'Italia e l'Europa ci invidiano", vi rimando a quando ho sottomano qualche volontario cineoperatore, e, soprattutto, ho imparato a mettere i video su You Tube! Per chi nel frattempo vuol vedere il lungomare nella sua interezza, di circa 6 Km, venite a trovarci!
Qui, un'assaggio:
Ieri la figlia grande mi dice: "Mamma, ti ricordi di Tiziano?" e poi, mi fa vedere questo sito, ma quello che la interessava era questo:
(Copiata tale e quale, perchè, lo sapete non ho ancora imparato un bel po' di cose,in questo mondo del Web!)
Tiziano "il ruspista", è uno di quei "ragazzi grandi" che frequentavano la parrocchia, quando lei era un adolescente del "dopoCresima", uno di quei ragazzi simpatici, sorridenti e pieni di vita . . . lo vedete da voi nella foto, io ho le foto di quegli anni e il sorriso è sempre quello!
Stasera, penserò a lui, alla sua vocazione, e pregherò per lui, come ha chiesto, per la sua missione, in un mondo che ha bisogno di testimonianze così!
Aggiornamento: Se qualcuno se lo chiedesse, la chiesa sullo sfondo è la Chiesa Cattedrale, "S. Maria della Marina", da dove ogni anno l'ultimo fine settimana di giugno, parte una processione, che prosegue (sui pescherecci) in mare!
Mattinata di sole, dopo due giorni e tre notti di mareggiata, il circolo nautico "Ragn'a vela" si presenta così, le barche sparpagliate, la spiaggia dimezzata . . . o è la telecamera che si è spostata???
Se volete vedere il mare anche nei prossimi giorni, visto che si presume che tornerà ad essere "cattivo" potete guardare anche qua: tutta la spiaggia della Città sulla Costa

Ore 23,24 Ho scoperto solo ora che io pensavo di lasciarvi una foto, della vista di stamattina, invece, adesso, mi sono accorta che l'immagine cambia! . . . Insomma, questo Internet, non ho ancora capito come funziona! ;-)
'Caso bomba', i cittadini protestano
Vedete la signora che, curiosa, osserva tutto questo assembramento? Che starà pensando? Cosa mai sarà successo nel cantiere? Una verifica o un sequestro dello stesso? Poco male, fatti loro, almeno per un attimo non ci sarà più questo rumoraccio continuo . . .
Invece no, la signora non la sa ancora, ed è l'inizio di novembre, ma nel cantiere, a un metro da casa sua, durante gli scavi, hanno trovato una BOMBA . . . una bomba, di quelle usate dagli aerei per i bombardamenti, inesplosa risalente, si pensa, alla Seconda Guerra Mondiale.
Ed oggi, proprio fra un' ora, tutti gli abitanti di una bella porzione della Città sulla Costa, dovranno lasciare la casa, e fino alle 10,30 (salvo complicazioni) non potranno fare altro che aspettare e sperare (pregando) che non succeda il patatrac! I negozi, di solito aperti anche la domenica, chiusi . . . le chiese, (compresa la chiesina sul lungomare) chiuse . . . I treni che passano dal Nord verso Sud, fermi . . .
In quel cerchio, come dice il volantino che gli efficienti incaricati comunali, hanno distribuito fuori dal supermercato, tutti dovranno allontanarsi da casa, possibilmente piedi o in bicicletta (???) o con i bus navetta gratuiti! ricordandosi di portare con sè : Farmaci abituali, chiavi di casa, telefono cellulare (e se non l'avete, procuratevelo), documenti d'identità, e le cose indispensabili per i bambini: ricambi, pannolini, giochi poco ingombranti (no, la casetta, non la possiamo portare!)
E mi raccomando, dice ancora il Comune, non dimenticate di
· provvedere all’alimentazione degli animali domestici.
· non lasciare oggetti fragili esposti su ripiani o mensole
· mettere a terra oggetti, quadri, specchi e cornici appesi alle pareti
· portare all’interno dell’abitazione, dei balconi o delle terrazze, le fioriere e/o i vasi pensili.
· abbassare le tapparelle o chiudere le imposte e tenere i vetri delle finestre aperti nei piani superiori.
E l'ultimo . . . USCENDO DI CASA: (sempre dal volantino del Comune!)
Ricordarsi di spegnere tutte le luci.
Chiudere il rubinetto del contatore del gas.
Dice ancora il Comune :
Non c’è alcun motivo per allarmarsi: i volontari, i vigili urbani e le forze dell’ordine saranno presenti nella zona e potranno fornire risposte ai problemi che dovessero presentarsi.
Così, noi, oggi, qui nella Città sula Costa, siamo tranquilli, vigili, e fiduciosi!
Voi, guardate il telegiornale, magari ve la raccontano loro!
E che Dio ce la mandi buona!
Aggiornamento del pomeriggio! Tutto è andato bene, la bomba è stata disinnescata, trasportata e fatta brillare qualche chilometro più in là, in una cava di sabbia! Ringraziamo gli Artificeri, la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, e tutti gli altri: vigili urbani, carabinieri, polizia! Ma sopratutto ringraziamo Dio!
Le 4000 persone che sono dovute andarsene da casa loro, stanno tornando alla normalità!
Aggiornamente del giorno dopo:
Per saperne di più : "Caso bomba": operazioni svolte con successo
Mi sono ritrovata tra le mani la ricetta del "Brodetto alla Sanbenedettese" . . . e ve ne faccio omaggio.
E' proprio quella della Suocera, il procedimento è più semplice farlo che spiegarlo . . . e i nomi dei pesci, sono quelli più "italiani" possibili. Per le varianti regionali dei nomi dei pesci, dovrete arrangiarvi da soli!
"Il brodetto era in tutti i sensi l’antico piatto unico dei pescatori, il derivato naturale del pesce che non veniva assorbito dal mercato. Si tratta di un profumato intingolo in cui nuota il pesce, il pezzo forte della ricetta: un saporito mare in cui si affoga, con le grosse fette di pane, il grande appetito che la sostanziosità del piatto presuppone" (copiato, insieme alla foto, da qui)
Brodetto alla Sanbenedettese
Ingredienti, per 10 persone:
3 chili di pesci e/o molluschi: seppie, scampi, scorfano (rosso, nero, di fondale), rana pescatrice, mazzolina, palombo, razze, triglie e cicale, sgombro (uno solo), un cucchiaio di sale, un pizzico di pepe, olio extravergine d'oliva, una cipolla bianca, un bicchiere di vino bianco secco, 1 bicchiere di aceto bianco, 3 pomodori poco maturi, 3 peperoni (verdi e rossi), fette di pane raffermo (o bruscato)
Preparazione:
Pulire bene tuti i pesci, eliminando con pazienza, oltre ovviamente alle interiora, la spina dorsale le branchie ed eventuali squame, e tutte le lische possibili.
Sciacquateli, asciugateli e tagliate a tocchi i pesci più grossi.
In una padella piuttosto grande, far appassire la cipolla nell’olio di oliva, aggiungere le seppie e polpi (a pezzi se sono grossi), rosolateli appena, bagnate col vino e continuare la cottura a fuoco moderato per un quarto d'ora. Versate un bicchiere d'aceto e lasciatelo evaporare, poi aggiungete l pomodori e i peperoni tagliati, e un mestolo d'acqua calda. Proseguire la cottura per altri 5 minuti. (controllate il sapore e aggiungete sale e pepe a gusto)
Mettere il pesce assortito tagliato a tranci sistemandolo in base al tempo di cottura (dal più grande al più piccolo) Aggiungere acqua e aceto se servono e proseguire la cottura per altri 10 minuti, senza toccare il pesce, al masimo ruotare la padella sul fornello. Spegnere e lasciare riposare 5 minuti prima di servire. (Ma è buono anche scaldato, sempre però senza toccare il pesce, alrimenti si rompe, e accorciando i tempi della prima cottura)
Servire il piatto con pane e crostini. (e a chi piace, passando sopra al pane, uno spicchio d'aglio!)
NB. Si può scegliere il pesce che più vi piace, ma secondo la Suocera, più il pesce è brutto e spinoso e costa poco, più è buono. Potete aggiugere le cozze e le vongole, (col guscio, fanno effetto scenico).
Le ricette del Brodetto, qui nelle Marche sono tante, ogni paese ha la sua, ma questa ha in più l'uso dei pomodori quasi maturi e l'aceto, che tolgono il dolciastro del pesce. C'è la versione dei pescatori, che la fanno sui pescherecci, quella del popolo con i pesci di "muccina" cioè i pesci che invenduti, venivano dati al pescatore o alla persona che aiutava a scaricare e riordinare la barca e che il pescatore, a volte, regalava agli amici, (a volte, ancora adesso, in campagna, per una forma di baratto, pesce, contro prodotti della terra) e c'è la versione dei signori, col pesce un po' più caro e con meno spine, ma, a detta della Suocera, meno saporito!
Aggiornamento: a chi non piace il pesce troppo spinoso, come me, Dad o Latendarossa, consiglio di farsi sfilettare il pesce più spinoso, o di abbondare con porzioni di palombo e di ali di razza . . . senza dimenticare i molluschi e i crostacei! ;-)
IL SANTO ROSARIO: MEDITARE CON MARIA IL MISTERO FATTO CARNE
Il Santo Rosario è una preghiera fortemente radicata nella tradizione della Chiesa. Con essa il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria per contemplare il volto di Cristo e fare esperienza del Suo amore. Attraverso immagini inedite appositamente realizzate per l’occasione, si propone la meditazione dei Misteri accompagnati da testi tratti dai Vangeli e dal Magistero di Papa Benedetto XVI, per conoscerne e riscoprirne il valore fondamentale.
Se pensate di passare di qua, fatemi un fischio, troverò il modo di incontrarci!!!





Di lì a poco in seguito a l’editto di Costantino del 313, alcuni fedeli costruirono una cappella intorno a quel sepolcro. Da allora San Benedetto è sempre stato venerato ed invocato, per i mal di testa, non solo dagli abitanti locali ma anche da quelli del territorio circostante.Sveglia presto (4,50) per far uscire, uno alla volta, i cani, due chiacchiere col marito, (vai tu, caro, che Tex vuole rientrare, io sono andata già per l'Armi) e poi di nuovo l'abbiocco . . . alle 8.30 suona il telefono e penso alla mia vicina, che, a volte, è al mattino presto che si accorge che non c'è il latte, le fette biscottate, il caffè . . . invece è la figlia grande che vuol sapere se andiamo al vivaio con lei! Il padre, ça va sans dire, conferma . . . e incomincia la corsa, bagno, colazione, bagno (lavarsi i capelli che rimarranno umidi) e poi, a Messa, sul lungomare di San Benedetto!
Una chiesina piccola, con un "cortile" davanti, dico cortile e non sagrato, perchè è chiuso suoi tre lati da un mezzo muretto, che all'interno è una panca di cemento . . . e ha due passaggi, larghi giusto per le carrozelle e i passeggini, e due, più piccoli, pedonali, vicino l'entrata della chiesa . . . all'esterno del muretto, 4 pini marittimi, fanno l'ombra, a chiazze e ospitano colonie di uccellini che trillano allegri! Durante la brutta stagione, non è molto frequentata, e oltre alle poche file di sedie, tutti si sta, ammassati, c'è l'aria condizionata per scaldarsi, più l'effetto "asino e bue"!
Oggi, invece, la giornata buona, il tepore della primavera, ha riempito le panche di gente, il "cortile" di bambini e carrozelle . . . il portale della chiesa era spalancato e gli altoparlanti ci facevano sentire tutti uniti . . . anche se la strada è a due passi e la gente che passa, non sempre (pare) si accorge che c'è una Messa in corso!
Ci incontriamo con la figlia al vivaio . . . 3 "scemi" che non hanno effettivo bisogno di fiori, che si beano di guardarli tutti (orchidee comprese) e che alla fine hanno comprato "terricio universale", "concime universale" 3 rizomi che promettono "dalie" e qualche bustina di semi, che, si spera germoglino e producano "nasturzi" e altri fiorellini non meglio identificati se non come: "fiori rosa"!
Pago io, paghi tu . . . il padre, offre a noi due i fiori "in pectore" . . .
Siamo in ritardo sulla tabella di marcia, alle 11,00 inizia la presentazione di un libro, presso uno dei Circoli Nautici presenti nella città rivierasca . . . sull'invito parla di "Ricette Anarchiche" . . . sarà cucina moderna? Aperitivo alle 12,00 e le copie in omaggio . . .
Anche qui, bambini a profusione, penso quelli che si divertono di più . . . il libro, con dedica, di tutto parla, tranne che di ricette . . . anzi per un tipo di pesce, consiglia di farsi invitare da M, che lo cucina bene . . ., per fortuna che io la conosco . . . per sfortuna, a me non piace il pesce! Mentre lasciamo la festa, mi chiama la figlia grande, avvisando che è morto Charlton Heston!
Abbiamo mangiato alle 14,00, con la televisione che trasmette la corsa di F1 a volume inaccettabile, poi, i due "ometti" si sono pure offesi, perchè io, finito il pranzo, mi sono ritirata di qua a girovagare sul web . . .! Stasera, volevo vedere la Litizzetto, e loro "i pacchi" o in alternativa "Dott. House", mentre si cena . . . Insomma, quando è arrivato "Capri", sono scappata di nuovo . . . Questa fiction, è più un fotoromanzo incrociato con un romanzo d'appendice che una storia finta, ma realistica . . . la signorina, che in teoria viene da Milano, non ha l'accento e lo charme di una Milanese, (legggersi Severgnini) quelli che sono di Capri, si ricordano del napoletano solo sporadicamente, più che altro, per le parolacce . . . a parte i due vecchietti!
Mi torna in mente che per "Caravaggio", ambientato in un epoca, dove imperversavano i dialetti (e Manzoni e i suoi "lavaggi in Arno" erano ancora di là da venire) mi prendono un attore bergamasco e lo fanno parlare in perfetto italiano . . ., come d'altra parte gli altri, nemmeno un po' di romanesco (e sì che la figlia piccola dopo neanche 6 mesi nella capitale aveva già la parlata romanesca) . . . Olmi non ha insegnato niente? E il Neorealiscmo? Paisà, Sciuscià e la Magnani? In certi film, toccava mettere i sottotitoli! Ma quant'erano più apprezzabili!
Ah, dimenticavo, nel frattempo, mi sono portata un po' in pari con i lavori domestici . . ., ma questa è un'altra storia . . . più che altro noiosa!
A chi abita in una città di mare, può capitare che una volta o l'altra, venga voglia di vederlo, il mare, anche e soprattutto, fuori stagione, quando non c’è la ressa dei turisti, e gli impegni del lavoro sono meno pressanti. Le alternative sono abbastanza da mettere in seria difficoltà il povero cittadino!
C’è la spiaggia, o addirittura il bagnasciuga, dove si passeggia, giocando con le onde . . . nella stagione dei bagni, impraticabile, per troppo traffico di persone . . . fuori stagione, sconsigliabile, a quelle come me, perché c’è sempre un bel po’ di vento e l’aria è freschina . . . ci si fanno begli incontri, famigliole, coppiette, cultori dello sport che impavidi corrono in maglietta, braghini, ma con guanti e cappellino di lana, gruppi di cavalieri, che approfittano della mancanza di controlli e fanno cavalcare i loro animali, come fossero in un territorio vergine e inesplorato! In sottofondo si sente lo sciabordio delle onde e, se il mare è un po’ mosso, il frangersi dei cavalloni; strilli di mamme che richiamano i figli, strilli dei figli che nel frattempo si sono bagnati le scarpe, con le onde birichine . . . dopo di che, liti fra mamme e papà per decidere di chi è la colpa! Odore di salmastro nell’aria e probabilmente anche lo iodio . . .
Per i meno avventurosi, c’è il lungomare, pieno di gente, di cani, di bimbi in bicicletta . . . di palme, tamerici e oleandri e con gli stabilimenti balneari chiusi . . . tristi! La metà più nuova è piena di giardini a tema, e di giochi d’acqua . . . Rumori di sottofondo, il brusio delle conversazioni e il solito rumore di auto che passano sulla stada! I soliti odori della città . . . solo un po’ diluiti . . .
Un’ esperienza che ci riporta al vero spirito della città di mare è la passeggiata al Molo nord, grande spazio, pochissima gente, un bel muro che ripara dal vento di bora, tante barche . . . pescherecci per la pesca sottocosta, per la pesca d’altura e pure quelli per la pesca oceanica, le “vongolare” . . ., sul molo, i carelli per scaricare il pesce e un sacco di gatti di tutte le misure e i colori che scappano di qua e di là, lo sciabordio delle onde nel porto . . . e il borbottio di qualche motore! Ma c’è da mettere in conto la puzza tremenda di pesce marcio, è vero che dopo un po’ non te ne accorgi più . . ., ma c’è!
E poi, c’è il Molo sud, Tutto nuovo, tutto ”artistico”, è iniziato tutto parecchi anni fa, quando hanno messo il monumento al Gabbiano Jonathan Liviston, quello del libro di Bach . . . , poi, alcuni anni dopo, hanno incominciato a far scolpire i “massi”, quei blocchi di cemento, che sono verso mare. . . dove i bambini, saltano correndo o corrono saltando, per la disperazione delle mamme, e sotto gli sguardi soddisfatti dei papà, pian piano, ogni anno, verso giugno, arrivano da ogni dove, e in un fine settimana, ecco, il nostro museo all’aperto ha delle nuove opere d’arte . . . adesso il molo, verso il porto ha una bella ringhiera, c’è il porticciolo turistico un nuovo monumento, . . . e se riuscite ad arrivare in fondo, (perchè, per me, è troppo lungo . . .) potete vedere uno dei due piccoli fari, che segnano l’entrata del porto (l’altro, logicamente si trova in cima al molo nord) . . . e, girandoci in torno, tornare indietro . . . !
E' così che in un mattino di domenica di qualche primavera fa, una “mamma italiana”, arrivata in cima al molo sud, con qualche sosta strategica, per riprendere il fiato, ha potuto osservare, stagliato contro l’azzurro del mare . . . questo

all’esclamazione del marito, padre affettuoso : “ Guarda, hanno fatto una poesia per la figlia grande! ” la nostra eroina, ha sbrigativamente risposto: “ Figurati, sarà solo la figlia che si chiama così, in tutto il circondario! ” E, siccome erano arrivati in fondo, sono tornati in dietro . . . A casa, subito, hanno raccontato questo strano caso ai figli (ebbene sì, questa storia risale a prima della ”diaspora filiale”) . . . il maschio ha sogghignato, . . . la piccola si è stupita, . . . la grande, insensibile, ha esclamato “ lo sciapo*, l’ ha detto e l’ ha fatto!” e ci ha spiegato che sì, la poesia era per lei, da parte di un compagno di scuola . . . innamorato!
Se decidete di fare una passeggiata al Molo sud, in fondo, su questo "masso", che sta ancora lì, potete scorgere, i resti di questa scritta . . . le figlie l’ hanno immortalata allora, al pomeriggio . . . il tempo, incurante di questa dichiarazione di amore eterno, l’ ha cancellata!
* Sciapo = sciocco, forma dialettale! ;-) (letteralmente: senza sale!)
Chi sa fare dei post impegnati . . . Chi sa fare dei post culturali . . . Chi sa fare dei post cerebrali! . . . Essendo una gran golosa . . . e leggermente narcisista, vi propinerò un post gastronomico . . ;-)
La cucina è legata al territorio, alla cultura , alla tradizione famigliare . . . e partendo da questo, che è ovvio . . . parliamo del lesso . . . E' da tanti anni che la sottoscrita non mangia un lesso come si deve, all'uomo della sua vita, la carne bollita, proprio non va, fa ammalato (gallina lessa), fa senso (le ossa con i nervetti . . . invece nel sugo sì), fa schifo, in poche parole . . .! Allora, che fa una povera donna, si adatta e medita la rivincita! Al primo dell'anno, è tradizione che tutta la mia famiglia si riunisca a casa mia, per cominciare insieme l'anno! Il menù è abbastanza scontato, ma quest'anno, oltre il tradizionale trittico: polenta, zampone e lenticchie . . .c'erano i tortellini in brodo . . . e c'era un bel pentolone con vari tagli di carne, la lingua, un bel po' d'ossa, e nervetti inclusi, il tutto in un brodo fumante . . . Tutti i componenti lombardi della famiglia, si sono letteralmente buttati a capofitto in tanta abbondanza, accompagnata da maionese, senape, e . . . mostarda di cipolla, in sostituzione della Mostarda di Cremona, che la sottoscritta, avendoci pensato tardi, non ha trovato nei vari super mercati della zona . . . avrei dovuto anche fare la salsina con prezzemolo e l'aglio . . . avendo anche chiesto in giro la ricetta! Ma come vi ho già raccontato . . . c'era già tanta roba e il tempo era poco . . . Tutto bene, a tutti è piaciuto un sacco, anche lui, alla fine ha capitolato!
Una cosa che mi proccupa nei pranzi, con i bambini, è che questi, mangiano qualche antipasto, un po' di primo, e poi, scappano di qua e di là . . . con le mamme preoccupate che possano morir di fame . . . io ho la mia arma segreta . . . Spuma di Prosciutto . . . un fondo di prosciutto, pulito da nervetti e grasso . . . uovo sodo, panna da cucina, sale pepe e noce moscata qb . . . per chi vuole più sapore, acciughe, capperi e cognac . . . tutto frullato molto fine . . . e poi in frigor! Servire su pane bruschettato, e tiepido (a me piace così, ma i nipoti, lo mangiano anche a cucchiaiate, come la Nutella) . . . Cercate di non farlo provare mentre lo preparate, altrimenti, a forza di "non so se c'è abbastanza sale!" . . ."Non ho capito se si sente la noce moscata!" et similia, ve lo smezzano prima del tempo, lo so per esperienza! Le dosi? Adesso non ho sottomano il ricettario, ma se volete potete fare a occhio, altrimenti fate richiesta, vi mando la ricetta precisa !!!
Il dolce di Natale, per me è sempre stato il panettone . . ., ma da quando sono qui, in territorio "papalino", non c'è Natale senza il "fristingo" . . . Una bomba calorica, un mattone morbido e dolce . . . una cosa, che prima di essere un cibo, è un rito! Ogni zona delle Marche ha la sua ricetta (come per il brodetto), ognuno è convinto che il suo è più buono e unico (come per il brodetto), ci si mettono ingredienti diversi fra loro (come per il brodetto) . . ., ma il paragone finisce qui! Il pesce per il brodetto, dev'essere fresco, cucinato in fretta e mangiato subito . . . Invece, mia suocera preparava il fristingo iniziando dall'estate, quando raccoglieva (o faceva raccogliere al figlio) i fichi neri . . belli cicciotti e li faceva seccare al sole, alla seconda produzione, di fichi più piccoli, li seccava al forno, poi, per essere sicura che non si rovinassero, li metteva sotto Rum o liquori vari, . . . all'inizio di dicembre, la metà dei fichi veniva tagliata grossolanamente, gli altri, col trita carne . . ., poi, ogni giorno, aggiungeva uno o due ingredienti, e girava l'impasto . . . più volte al giorno e se passavano i figli, gli faceva dare una voltata anche a loro! Insomma, quando aveva aggiunto: cioccolato grattato, cacao, caffè, noci, mandorle tostate, uvetta, buccia di arancio, (delle sue piante), canditi vari, mosto cotto, rum, farina di tritello, zucchero, sale e olio; con tutti gli ingredienti, ridotti in parti piccole piccole e ben mischiate, compattate, unte e stra-unte . . . prendeva delle pentole vecchie, larghe una spanna o più e alte più o meno lo stesso, ben unte, ci pressava dentro questo impasto, ungeva ancora un po', e decorava il tutto di mandorle tostate . . . che formavano dei fiorellini! Si portavano le pentole al forno e si ripassava dopo un paio d'ore, il fristingo era cotto! La prelibatezza non poteva essere assaggiata prima della vigilia . . ., ma nel frattempo (se non si voleva schiattare) ogni giorno bisognava farlo asciugare . . . dall'olio, per cui, cambiargli la carta sotto, e aspettare pazientemente! Devo dire, che quello che, adesso che la suocera non c'è più, mi regala mia cognata è più "light"! E c'è un'altra cosa che mi preoccupa, i figli non amano questo dolce, mio marito lo gusta a piccole dosi, e io, per paura che si rovini . . . mi sacrifico e lo mangio a tocchi! ;-)
Adesso, non pensate che io sono ingrassata così perchè mi piace mangiare . . . è la costituzione, il metabolismo . . . l'ansia, . . . lo stress . . . ;-)
Con la felicità di un bambino, stamattina alle 6,00 l'uomo della mia vita, mi sussurra nell'orecchio : ". . . Fuori è tutto bianco di neve!" io, contrariamente a quel che facevo da piccola, non sono schizzata fuori dal letto per vedere questo "miracolo atmosferico" , la neve sulla costa marchigiana, che l'ultima volta è stato 7 anni fa . . . io, dicevo, mi sono tirata su le coperte fino sopra le orecchie, e ho boffonchiato : "Ma che ore sono? La neve lasciala lì, quando si accendono i caloriferi, mi alzo!"
Per fortuna la neve, verso le 7,00 era ancora lì, copriva come un soffice tappeto tutto il prato, l'orto e le pianto da frutto! Mi sono affacciata a una finestra e ho pensato : "Se adesso, si gela la pianta delle nespole . . ." poi, un pensiero positivo: "Speriamo che geli un po', così le verze sono più buone!" Poi sono andata a controllare l'arancio, tutto bene!
Come ogni buona mamma, essendo un giorno speciale . . . sono andata a svegliare il figlio : "Dai alzati, pigrone, fuori c'è la neve, prendi il telefonino e fai un po' di foto per me . . . che le metto sul blog, per farla vedere agli amici!" il figlio, che in quello ha preso dalla madre, si è girato, senza dare segni di vita, e tranquillo ha continuato a dormire fino alle 11,00. . . le foto le ha fatte, ma non so dove sono lui e il telefonino . . . il padre, mi comunica che stanno tutti e due al cinema con gli amici! (speriamo che stiano guardando tutti e due lo stesso film!)
Al mattino, sono rimasta a casa, ma, per quando sono andata al lavoro, verso le 15,30 la neve era già svanita tutta . . . ! Sono riuscita a raccimolare alcune foto fatte nei pressi del Centro Commerciale . . ., sulla spiaggia nessuno ha avuto tempo (o voglia) di andarci . . . Sapete come dice quel proverbio? "lo scarparo va con le scarpe rotte", ecco noi, uguale, mio fratello ha detto, come giustificazione: "Tu avevi da fare a casa, e io non ti volevo disturbare!" Inutile arrabbiarsi . . . l'ha fatto per una giusta causa!
Adesso guardate, come nevicava stamattina alle 8,00 sulla "Riviera delle Palme",

Appena recupero il telefonino o il figlio, vi faccio vedere qui, in collina . . .
Stasera preghierine speciali, per avere la neve anche domani mattina, così, vado sul lungomare io . . . a fotografare la spiaggia con la neve . . . come si dice? "Chi fa da se, fa per tre!" . . .
Eccoci al terzo ( e ultimo) appuntamento con la poesia dialettale! Per il gran finale, 2 poesie . . . Queste di oggi, sono umoristiche, almeno per me!
Mia suocera a 22 anni, foto inviata allo "sposo"
(fidanzato) che era a fare il bersagliere a Bologna!
Nella prima, c'è una suocera che parla della nuora . . . , una suocera non proprio gentile, ma l’insieme è piacevole e persino attuale, se poi leggiamo le storie raccontate qui, preferiamo di gran lunga questa suocera a quelle moderne!
Mentre nella seconda, si parla dell'ipocrisia dei complimenti fatti appunto per complimento . . ., fatemi sapere voi cosa ne pensate . . . a me piacciono, per la loro spontaneità e per l'attualità . . .!
Sempre, per saperne di più, rifacciamoci al primo post di questa serie. La poetessa ormai è nota, la Bice, come la chiamano familiarmente a San Benedetto, il traduttore, sono sempre io!
Prima la poesia in dialetto, così si crea patos !!!

e, qui, la traduzione:
cattiva, non è cattiva, no . . . guarda!
Meglio di quella non ne trovava Pasquale!
Tanto non se ne può dire, per quanto è.
Ha qualche difetto, sì . . . non sarebbe reale,
mettiamo . . . non è di cuore come me . . .
è molto scorbutica di natura:
Dio te ne liberi quando le rivengono *
Non è di casa, mettiamo . . . non è accomodante,
un punto non lo sa mettere . . . non sa pulire . . .
bisogna sempre rifare quello che ha fatto . . .
Il soldo non lo risparmia . . . è spendacciona,
il bere e il mangiare le piaciono, sì! . . .
Ma dirne male, poi, sarebbe peccato!
Ditemi voi, se non è carina, certo, se fossi una giovane donna che deve conoscere la suocera, avrei un po’ di timore . . .!
E adesso, gustatevi l'altra :

e la traduzione . . .
HA FATTO IL MASCHIO, ANDIAMOLO A VEDERE!
Non ci si crederebbe che è nato adesso.
Gesù! Il padre non ci si raccapezzerà;
quello ci muore di contentezza!
Gli assomiglia, e poi come . . .guarda un po’
Adesso che gira gli occhietti in qua
Se non è proprio spiccicato Antonio?
Parente mio! Pare che voglia parlare!
Povera me! E’ mezzogiorno suonato
Ci vediamo, comare, andiamo via
adesso torna quello* e non ho cucinato!
. . . Nunziata, ti piace? – No! – Neanche a me!
Non è una bruttezza spaventosa il bambino?
Fosse il mio, non lo farei vedere!
* "quello", è il marito . . . (NdT)
Cosa ne pensate voi? . . . sono un po' perfide le due comari? Però, simpatiche ! ! !
Aspetto, qualche poesia simpatica, umoristica in dialetto anche dalle vostre parti . . .! Con traduzione, che è meglio! Grazie!
Sempre per la serie, poesia dialettale . . . Anche se questa poesia sarebbe più adatta a San Valentino, ve la propongo oggi, sempre tradotta da me, sempre scritta dalla nobildonna Bice Piacentini Rinaldi, alla quale piaceva tratteggiare nelle sue poesie, piccole scene di vita quotidiana
Si sente nella poesia, che forse la traduzione non rende, la passione e l’urgenza di “parlare con tua madre” . . . per potere dare inizio al corteggiamento vero e proprio! Un’abitudine che ormai non usa più . . .!
Questa volta, vi faccio leggere prima il testo originale, chi capita qui per la prima volta, può avere piacere di leggere anche la 1° poesia in dialetto!

Qui di seguito, per chi non ha capito il dialetto, la traduzione:
POSSO PARLARE CON TUA MAMMA, STASERA?
Al tramonto del sole, lungo la spiaggia;
andavi alla fonte con una secchia vuota.
Portavi una gonnella a righe.
Come se una magia mi avesse colto,
non t’ ho scordato più: sera e mattina
davanti agli occhi mi sta questa treccia folta,
questo viso tondo, questa vitina snella.
Non sono un signore, sono un marinaio . . .
Ma non ci sei nata tu, in questo mestiere?
Me la vuoi dare questa manina cara?
E’ un anno già che spasimo e che spero . . .
Teresina, all’alba m’imbarco . . .
Posso parlare con tua mamma, stasera?
E ne ho ancora due, simpatiche e spiritose . . . se vi siete divertiti, ve le propongo tra qualche giorno!
Non so scrivere poesie, non sono abbastanza introspettiva! Sono più per una chiacchierata, una tazza di tè, una torta che cuoce nel forno, un abbraccio consolatorio . . . una sgridata, quando ci vuole.
Ma mi piace leggere poesie, ultimamente mi sono affezionata ad un genere poetico, non quelle che si studiano a scuola: “ A Silvia” (che sai che è morta), “I sepolcri” (che allegria!), “Il 5 maggio” (che ogni anno, mi viene da recitare un “requiem” per ‘sto povero Napoleone, come fosse uno di casa). Mi sono trovata a leggere con piacere le poesie dialettali.
Le prime poesie in dialetto che ho letto, sono in dialetto bergamasco, ostico ai più, ma per me, anche se non lo parlo, facile da leggere e da imparare! Poi, ho scoperto, qualche decennio fa, le poesie in dialetto sambenedettese, e vi spiego il come e il perché!
Quell’anno

Il mondo intero puoi pure girare
il mondo intero, come sta piantato,
e quando l’hai tutto rigirato,
torni qua e ti senti rinascere.
Questo è un paese incantato;
se l’hai visto non lo puoi più scordare
e il forestiero che c’è capitato
ci torna, presto o tardi, non ti preoccupare!
Gli altri paesi, possono pure dire!
di fronte a noi, cosa non diventano:
qui i morti li facciamo resuscitare!
San Benedetto, caro bello mio,
il tuo mare è il più lucente,
il tuo cielo è il più turchino!

Tradotta, (da me) suona così, anche se si perdono un po’ di rime, e sicuramente l’italiano non è perfetto! Se volete, qui sotto c’è l’originale, potete provare leggerlo!

P.s. Le foto sono state aggiunte per quelli di voi che ci sono stati e per quelli che non sanno com'è . . . Spiaggia e lungomare sud, nuovo!