
Ogni tanto stampo qualche post, di solito quelli inerenti alla famiglia, e li spedisco alle cugine che non amano (e non hanno) il Computer.
Ogni tanto li faccio leggere anche a mio padre, che non vuole la connessione a Internet per paura di crearsi una dipendenza.
Ogni tanto, questi miei raccontini, risvegliano dei ricordi, che il nonno si affretta a raccontare ai nipoti, in una specie di gara fra generazioni!
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E' successo allora, che un giorno, mentre si aspettava che fosse tutto pronto per pranzo in famiglia, dopo aver letto questo post , il nonno raccontasse di quella volta (anni '30) che alla scuola elementare, durante il compito di italiano (forse un tema?)preso da un dubbio, chiese al suo vicino di banco, sussurrando:
"com a s' dis "la cucia"?" (Trad. "come si dice "la cucia")
La domanda venne mal capita e l'amico rispose:
"La gogia? L'ago!"
Il nonno, rimase un attimo pensoso su quella risposta, ma, diamine, l'amico era uno tra i più bravi della classe, se lo diceva lui. . . e continuò a scrivere il suo testo. L
a frase, che pensata in bergamasco suonava più o meno così: "ol cà, l'è 'ndacc det in dela cucia" (Trad. il cane è entrato nella cuccia), risultò scritta così: "il cane è entrato nel lago".
Non solo si era perso il significato della parole, nella traduzione, causa assonanza tra una parola e l'altra, ma si era perso anche l'apostrofo!!!

Previsioni del "Tempo"
. . . Ma no . . . non le previsioni meteorologiche per quelle ci sono i vari "Bernacca" dei canali televisivi e dei giornali, a quelle ci pensa l'Udmv, con i suoi siti web dedicati, la mania di vederli quasi tutti in TV, su quasi tutti i canali (pure quelle europee!)
Le previsioni del Tempo che vi propongo oggi, riguardano il tempo che manca ancora alla data, prevista da voi, per la nascita del "PiccoloLord" . . . tenendo presente che in base a certe date, a certe informazioni, la Ginecologa, presume che il parto avverrà il 10 ottobre, ma che una sito on line, nel settore dedicato a queste amenità spiega :
"La data presunta del parto è un valore medio e corrisponde alla 40^ settimana. Se tutto procede regolarmente il parto avverrà nei 15 giorni prima o nei 15 giorni dopo la data indicata"

Cosa vincerà chi indovina??? Mah!!!
Il piacere di tenere il fantolino in braccio, in un giorno di pianti disperati???
Assistere ai primi tentativi di imboccare il bebè, al momento dello svezzamento???
L'indubbio piacere di un paio di cambi di pannolino???
Un soggiorno per due sulla Luna, per non sentirlo piangere di notte???
Una settimana di lettura della "fiaba della buonanotte"???
A vostra scelta!

18 settembre
San Giuseppe da Copertino Sacerdote
Qui, nelle Marche è molto venerato, riposa infatti a Osimo, ed essendo il protettore degli studenti, invocato molto nei 9 mesi scolastici! In questa giornata, gruppi di studenti, vanno in pellegrinaggio al Monastero dei frati, dove è sepolto! Però, i frati lo dicono sempre, se i ragazzi non studiano almeno un po', san Giuseppe, i miracoli da solo non li può fare!

La notizia di oggi, non è sui giornali (per tragica dimenticanza o per mancanza di spazio???), ma è da più di 600 mesi che questa tipa, col sorrisetto di circostanza, chiacchiera, scrive e racconta di se, dei suoi parenti e dei suoi amici, di quello che le succede, e qualcuno dice che lo fa con un certo stile . . . qualcuno dice che si è propagata in questo mondo dei blog, come il virus dell'influenza . . . qualcuno dice che dovrebbe mettersi a fare qualcosa di più importante in casa, che c'è una torta da fare, cosa da riordinare, che oggi avrà degli ospiti . . . invece eccomi qua, per ringraziare voi per gli auguri e Lui per la mia vita!

Ecco per tutti voi, una torta gioiosa, per il mio compleanno!
Proverbio del giorno (dal Barbanera) : "Risate e pianto, viaggiano accanto" (ma quanto è vero!!!)
Curiosità : Nel Calendario rivoluzionario francese, "Festa del Genio" (il "genio" della lampada??? Un "genio" qualunque???)
Anniversari : nel 1850 - Il Congresso degli Stati Uniti passa il Fugitive Slave Act (una cosa importante, no?)
Nati : nel - 1905 - Greta Garbo, attrice svedese;
nel 1917 - Rossano Brazzi, attore e regista italiano;
nel 1943 - Mariangela Melato, attrice teatrale italiana
nel 19** - Fiordicactus, mamma italiana, blogger e chiacchierona
nel 2008 - la bis nipotina, E****, quasi un regalo alla bis-zia!
(Eh! Però, sono in buona compagnia!)
Adesso, vi saluto, il dovere, sottoforma di FigliaGrande, mi chiama! ;-)
Ci aspettano al Garda, lo zio, fratello più giovane di mia mamma, la zia, la cugina e suo marito, attraversiamo una serie di paesi, con le loro, belle, curatissime, “rotonde” dai segnali confusi o contrastanti, con i loro “saltini”, che ogni volta fanno partire il canto di un gallo nascosto da qualche parte del camper, e che per pigrizia non ho mai cercato. In certi paesi c’è addirittura la famigerata “zona
Arriviamo all’ennesima rotonda, con 3 strade, una, quella da cui siamo arrivati, le altre due, segnalano il paese dove ha la casa al lago lo zio . . . due, sono chiuse, con transenne dove fa bella mostra un cartello: “chiuso per manifestazione” noi, intrepidi, ne imbocchiamo una, finché individuato un vigile, gli spieghiamo che dobbiamo andare dallo zio, il tipo ci dice di non sapere dove è la casa dello zio, visto che lui è di un altro paese, torniamo alla rotonda e, visto che non passa nessuno, ci fermiamo in mezzo agli imbocchi delle due strade bloccate, chiamo lo zio, gli spiego il problema, lui mi rassicura subito: “Non ti preoccupare, adesso arriva lo zio! Sta ferma lì, che ci penso io!”. Sarà la stanchezza, ma pur avendo passato i 50 . . . uno zio che ha 18 anni più di me che mi dice così, mi conforta molto. Passo il messaggio all’autista, che, senza problemi, si mette in attesa, nel giro di 10 minuti vediamo arrivare un’ auto che ci lampeggia, non c’è da sbagliarsi, di lì non è passato altro mezzo e di camper sul bordo della “rotonda” ci siamo solo noi, quando è più vicino, lo zio, si sporge dal finestrino con la testa, il suo sorriso, e poi, col braccio ci fa segno di seguirlo, mentre perentorio ci ordina: “ ‘Ndom! (“Andiamo”, per il bergamaschi)” .
Dalle 20 alla mezzanotte, in buona compagnia, cena e racconti del viaggio, dove siamo stati e chi abbiamo visto, le “rotonde”, la comodità del camper. Ricordi di altre estati, di altri tempi, di persone che non ci sono più. Rispondere a domanda tipo “come hai trovato la zia centenaria?” . . . “come sta tua cugina!” . . . “sei stata a trovare anche Tizio, e lo zio Caio, l’hai visto? No?Ah, certo, è in ferie!”.
Invece di andare a dormire, l’Udmv, decide di ripartire subito. Un po’ perché gli è passato il sonno, un po’ perché così ci portiamo avanti rispetto ai camion, un po’ perché, a lui, piace guidare, anche di notte! Non vi annoio con il racconto del viaggio, dormire nell'area di sosta di un autogrill, la sveglia alle 5, no, alle 6 . . . partenza verso le 7 (la stanchezza si fa sentire), il traffico di Bologna, il sole che sorge e ci entra nell’abitacolo con prepotenza . . .

Finalmente siamo a Cervia, tra telefonate e messaggi, arriviamo al primo vero problema del nostro peregrinare, il sottopaso della ferrovia, troppo basso per farci passare, presto arriva in soccorso lei, ZiaCris, in sella alla sua bici, che carichiamo a bordo . . . ci accompagna, meglio di un navigatore, al passaggio a livello e poi, nei pressi di casa sua, la “casa dei puffi” come la chiama lei, una casa di vacanza, essenziale. Andiamo in spiaggia e conosciamo il Ferrari e
E siamo di nuovo in strada, una tirata unica: da Cervia al casello dell’autostrada, dal casello di Rimini, fino al casello di Porto San Giorgio, scelta discutibile quella dell’Udmv, di percorrere
Siamo arrivati, stanchi, ma felici!
Sappiamo di aver "saltato" un sacco di posti, un sacco di parenti e amici, e amici blogger che avremmo potuto incontrare per la via, ma il tempo era quello che era e una scelta è stata obbligata . . . se avremo più tempo, organizzeremo meglio i nostri tempi! Promesso!
Nel frattempo, se passate di qua, tra l'Aso, il Tronto e il Salinello, fatemelo sapere, felice di conoscervi!
L’arrivo a casa dello zio I*** (fratello di mio padre), è complicato dal fatto che, anche qui, lungo la strada che percorriamo abitualmente c’è un cantiere aperto e dobbiamo trovare una strada alternativa . . . ma alla fine ecco la meta, giusto per l’ora di cena. Alla domanda di poter aver accesso al PC , mi viene detto che a quest’ora non lo si accende, perciò, mi tengo la voglia di navigare un po’ sul web . . . la serata passa tra il nostro resoconto del viaggio, dei parenti visti, dei saluti da distribuire . . . l’Uomodellamiavita e lo zio, si organizzano per fare in modo che di notte possiamo usufruire della corrente elettrica, la serata è calda, invita a stare all’aperto, la zona è tranquilla. Ci lasciamo dopo aver fatto progetti di massima per il giorno dopo.
Il mattino, alle 6, circa, inizia a piovere di nuovo a dirotto, per fortuna non dura più di tanto. Aspettiamo di vedere la tapparella della cucina aperta per andare dagli zii per la colazione. Becchiamo lo zio in sala, al Pc . . . su Internet, e tra prima e dopo la colazione, gli insegno a commentare da me, poi, gli facciamo vedere
Dopo le 11, con lo zio a farci da autista, andiamo in Ospedale, a trovare mia cugina che si è sottoposta ad una delicata operazione, gli ordini di sua madre (l’altra sorella di mio padre) sono stati perentori: “Non chiacchierare troppo, non stancarla, due minuti e vai!” Ma mi è difficile obbedire: sono quasi 5 anni che non la vedo . . . appena mi vede, mi sorride e alle mie promesse di parlarle poco, mi assicura che posso parlare quanto voglio, che lei si sente bene e ha voglia di chiacchierare con me! Purtroppo, tra gli orari dell’Ospedale, e i nostri impegni, il tempo è finito presto!
Parte di Città Alta, vista da Città Bassa (Porta Nuova)
Torniamo a casa dello zio, per vie a noi sconosciute, con lui che scherza sul fatto che le “rotonde” spuntano come i funghi da un giorno all’altro, e sul fatto che hanno dimenticato di mettere un cartello essenziale per noi, un cartello con l’indicazione “Casa dello Zio I***” . . . dice, ridendo, che provvederà per la prossima volta!
Pranzo, saluti e di nuovo in marcia, per poco, solo dall’altra parte della città Orobica. Per conoscere una copia di amici, lui blogger, lei no (però è una mia affezionata lettrice) . . . che hanno appena allargato la famiglia, dopo il piccolo Michele, è arrivata Beatrice. Conosciamo loro, i bambini e i genitori di lei . . . Era un po’ che volevo conoscerli, (quella simpatia che nascono anche solo leggendosi) sono arrivati nella mia città di origine, solo da un anno. Siamo stati accolti da sorrisi e affetto, come se ci si conoscesse da sempre. Adesso li aspettiamo quaggiù!
Senza aver visto altro, né Citta Alta, né Citta Bassa, Puntiamo il mezzo verso l’Est e nel giro di un’oretta siamo nei pressi di Brescia, dall’altra zia di mia madre, classe 1924, e suo marito, suo figlio che ha solo 6 mesi più di me e che fa parte dei miei ricordi di infanzia e adolescenza, e sua moglie, Lucia, che in questo periodo non sta troppo bene, ha una malattia con la quale sta “litigando” da un annetto, l’ho trovata combattiva e piena di spirito, pronta alla battaglia. Anche qui, scambi di notizie sulle famiglie dei miei fratelli, sui miei figli, i saluti dei parenti incontrati prima, domande sui parenti che abbiamo visitato (perché, è una famiglia così, sia il ramo materno, che quello paterno, si conoscono fra loro, provenendo tutti dallo stesso quartiere della città Orobica. Per quanto riguarda i parenti di mia madre, si sono frequentati per tanti di quegli anni, che si conoscono benissimo.)
Si fa tardi, ci aspettano al Garda . . . salutiamo e partiamo!
(continua)
Il mattino del sabato, ve l’ho già detto, ci ha beccato una pioggia battente e siamo partiti subito verso
La nostra velocità di crociera e una autostrada quasi vuota, ci hanno permesso di lasciare indietro le nuvole (o queste si sono volute attardare in Piemonte?). Era un sabato segnalato col “bollino nero” e noi, abbiamo pensato bene di lasciar perdere la zona di Milano e le sue tangenziali, abbiamo puntato su Lodi, uscendo al casello di “Castel S. Giovanni”, per strade e stradine nella campagna lombarda, dove oltre alle omnipresenti “rotonde” abbiamo scoperto un reticolo di mille canali, rogge e fontanili, che corrono a bordo strada, acqua che scorre veloce, le chiuse per regolarla, i mulini, in disuso e marroni di ruggine; i paesi, sorpassati di corsa, senza fermarsi e la campagna con le sue belle cascinone , da Albero degli zoccoli, con campi e campi coltivati, perché, si fa presto a dire “pianura” ma a vederla, è tutta un’altra cosa. Peccato che, nessuno dei due si sia ricordato di portare la fotocamera . . .
Finalmente raggiungiamo il paesino vicino a Crema, dove abita una cugina, del ramo cremasco della famiglia. La cugina non c’è, è in Francia per uno dei rari viaggi, ma in compenso le figlie ci accolgono con gioia e affetto; riusciremo a parlare con la loro madre, che all'improvviso telefona dalla Francia. Non possiamo fermarci più di un’oretta, dopo aver aggiornate le notizie sulle rispettive famiglie, ripartiamo con la promessa di rivederci!
Sempre per stradine, poco frequentate, abbiamo raggiunto un incrocio, in mezzo al nulla, ma con i suoi bravi cartelli esplicativi: “fine provincia di (Lodi o Milano, non ho fatto in tempo a leggere) ” “inizio provincia di Bergamo (non ho quasi bisogno di leggerlo)“ e appena più avanti dei cartelli che riportavano “Antico confine del Ducato di Milano” . . . “Antico confine della Serenissima Repubblica Veneta”, dopo di che ai due lati della strada, un muro di piante di granturco . . . l’Udmv, scherza: “Siamo proprio arrivati in bergamasca . . . come dice tuo padre? “Melgott” !” (Melgott è uno dei nomi bergamaschi del granturco).
Puntiamo decisamente su Caravaggio, il santuario della Madonna di Caravaggio, è un appuntamento fisso dei nostri viaggi al Nord. Ci sono legati ricordi dell’infanzia, visite con i genitori, con gli scouts, e in seguito, col fidanzato, col marito, con i figli . . . una storia lunga. Facciamo una visita in chiesa, ricordandoci di amici e parenti . . . in fondo siamo passati per questo!
La terza fermata sulla strada che porta a Bergamo, è in un paese “dell’Isola” per trovare amici di famiglia, contando sui ricordi di altri viaggi, giriamo per tre volte, in un paese che negli ultimi tre anni, è cambiato tantissimo: strade nuove, sensi unici nuovi, case nuove, ma, “chi la dura la vince”, ricordando il nome della via, guardiamo attraverso i cancelli finché vediamo lei, la padrona di casa che si sta dedicando al giardinaggio, e di nuovo, la festa del ritrovarsi, con persone legate da affetto ed amicizia, la sosta è sempre breve, la frase che mi lascia perplessa, la pronuncia lui, l'amico d'infanzia di mio padre: "Così diventi nonna, pensare che mi ricordo di te nella culla!" . . . Ripartiamo, ci aspettano a Bergamo e siamo in ritardo . . .
(continua)
Le cose importanti di cui parlare, sono tante: Aung San Suu Kyi agli arresti domiciliari, la lotta degli operai della INNSE, Schumacher che non correrà per
Ma per queste ci sono i giornali e i telegiornali . . . per me, negli ultimi giorni, le notizie importanti sono state altre; i personaggi, per me importanti, perfetti sconosciuti ai media; persino i discorsi, abbastanza ripetitivi, iniziavano tutti con una domanda che non troverete sui giornali: "Come sta
Non vi sto ad annoiare con i particolari del viaggio, se sono partita alle 20 del giovedì, e sono rientrata alle 20 del lunedì dopo, è irrilevante. Quanto gasolio è stato consumato, non interessa molto. E quanti caselli dell'Autostrada abbiamo attraversato, e quanto c'è costata la percorrenza, non è una notizia . . . la notizia potrebbe essere che nell'andata, nella zona nuova di un autogrill, un piccolo posto di ristoro, nuovo, poco frequentato, ci siamo fermati per fare colazione, abbiamo trovato una "barista" molto gentile e cordiale . . . cosa rara, che non abbiamo più trovato!
L'Italia che scorre lungo Autostrada, vista dall'alto di un autocaravan che non riesce a superare gli
Un’altra delle cose che hanno meravigliato sia l’Uomodellamiavita che me, poveri provinciali in viaggio, è stato l’elevato numero di “Rotonde” che abbiamo incontrato: vecchie, nuove o ancora in costruzione; selvagge, curatissime e piene di fiori colorati, o piene di filari di vite o altre piante da frutto; sponsorizzate, geometriche: tutte cemento e sassi, o artistiche, con fontane e "opere d'arte" . . . sono passati solo 3 anni dall’ultima volta che siamo andati dai parenti, ma abbiamo trovato strade stravolte, circonvallazioni in corso, case, case, case e strade nuove, insomma tutti i punti di riferimento spariti e, pur avendo il “navigatore” ci siamo divertiti ad ignorarlo, restando fedeli alla vecchia e cara cartina stradale e alla bussola, che qualche anima buona ha piazzato sul cruscotto del camper!
Nell’amena località in provincia di Alessandria che ha dato i natali a mio nonno, abbiamo usufruito dell’area di sosta attrezzata per camper, 5 €uro per 24 ore di sosta, euro ben spesi, ombra, acqua, corrente elettrica (spendendo altri 5 €uro) e bagni, in oltre, la possibilità di scaricare i serbatoi delle acque nere o grigie . . . peccato, di quest’ultimo servizio, non averne potuto usufruire, perché al mattino alle 7, quando volevamo farlo, ha iniziato a piovere a dirotto e siamo partiti senza indugi.

Ma tra l’arrivo e la partenza, in quelle ore, abbiamo rifatto conoscenza con la piscina delle Terme, con i resti dell’acquedotto romano, col (con la) Bormida, con la “Bollente” e con tutte quelle strade e stradine che mi hanno visto, bambina, viziata e vezzeggiata da parenti e amici: amici di mio nonno, di mia madre e dei suoi parenti, ma soprattutto, delle amiche della cugina A**a, Abbiamo goduto della compagnia di questa cugina, di suo marito e, scopo del viaggio, abbiamo potuto godere della compagnia della zia, l’ultima sorella di mio nonno ancora in vita, 101 anni questo fine mese!
Dopo che la zia ha finito il suo riposino, siamo andati a salutarla, e alla mia dichiarazione che la trovavo bene, (malgrado qualche settimana fa, abbia subito un ricovero in Ospedale per un paio di emboli in un piede, presto risolti) mi ha risposto, nel suo italiano piemontese, con aggiunte di francese: “Sì, sì, tu dici che mi trovi bene, ma io, cara la mia ragazza, non riesco più a camminare come una volta, non posso fare che 4 o 5 passi, perché poi, mi viene l’affanno!” dopodichè è passata a chiedere notizie della FigliaGrande, degli altri figli, dei fratelli e delle loro famiglie, di mio padre e del viaggio che stavamo facendo; ci ha deliziati con un paio di ricordi di famiglia e ci ha lasciati, con una lista di saluti, dedicati, per tutti gli altri parenti, che avremmo incontrato nei giorni a venire.
(continua . . .)
Grazie a Dio
perchè, siamo partiti, abbiamo viaggiato per più di Mille&Cinquecento chilometri e siamo tornati, senza problemi, intopppi o incidenti!
Grazie al tempo
che è stato clemente e ci ha elargito la pioggia, per rinfrescare un po' l'aria, ma ci ha donato il sole e un po' di brezza, quando ci servivano!
Grazie ai parenti e agli amici di famiglia
che ci hanno accolto a braccia aperte, anche se siamo arrivati, con poco preavviso e poco tempo da dedicare a ciascuno di loro!
Grazie agli amici del web
che ci hanno fatto sentire a casa nostra, malgrado non ci fossimo mai visti . . . e anche a quelli che non siamo riusciti a vedere, malgrado la voglia!
Grazie
ai piccoli Michele e Beatrice e grazie anche alla Tata, alla sua mamma e a Mirko . . . loro non sanno perchè, ma io sì!
Grazie ai figli
chi ha acceso il suo Pc a Roma, per darmi notizie telefoniche e non farmi andare in crisi d'astinenza . . . chi ha accudito il cane, per non fare andare in crisi suo padre . . . chi si è presa cura della FigliaGrande, al posto mio . . . e alla FigliaGrande, che si è presa cura del Piccolo Lord e mi rassicurava telefonicamente, permettendomi di fare questa "grande rimpatriata" senza sentirmi troppo in colpa!
Grazie a chi ci ha prestato il Camper
senza né come, né perchè . . . un camper, che con i suoi "max 85 Km/h", m'ha permesso di lavorare, ad uncinetto, così tante "piastrelle" che, in pochi giorni, sono arrivata a metà della copertina per il PiccoloLord!
Grazie all'UomoDellaMiaVita
che ha reso possibile questo viaggio, sacrificando una parte di ferie, che voleva dedicare all'orto e alla spiaggia . . . guidando per un sacco di ore, seguendo strade sconosciute e le mie sommarie indicazioni . . . e perchè mi sopporta, sempre: quando sono triste e quando sono allegra!

core de mamma, si vede che è stravolta!
Si fanno le foto di rito, nel corridoio dell’Università, col Nonno emozionatissimo, le CugineFashion e il CuginoFastidioso: festanti, le Amiche e gli Amici che la coprono di baci e abbracci . . . è proprio vero che i figli non sono tuoi e te ne accorgi in questi momenti . . . Anche i professori sono usciti, e
Poi, la nuova Dottoressa, ci comunica che, contrariamente ai programmi, comunicati alle amiche blogger, ha deciso di brindare sul Gianicolo, uno dei mitici 7 colli di Roma!

Piazzale del Gianicolo - Monumento a Garibaldi
Bisogna arrivarci. Lei e il suo GrandeAmore, partono tranquilli con lo scooter, gli amici, sanno muoversi per Roma, senza problemi; lo Zio, ha il navigatore e, pare, conosce anche le strade di Roma. Noi, tra la cartina stradale e il nonno con i suoi ricordo degli anni ’50, ci perdiamo nel traffico romano . . . nel frattempo, mi chiamano sia Crosta, sia Viviana e persino
Tra telefonate, e domande ai passanti, arriviamo in fine sul piazzale del Granicolo, (comunque sempre prima dello Zio, col navigatore . . . ritroviamo la compagnia, e facciamo il brindisi, bicchieri, rigorosamente di plastica, lì in piedi al sole, e con lo sguardo che spazia su tetti di Roma, sulle cupole, e sull’altare della Patria.
Qui, ci raggiungono, Crosta e 4 dei suoi Pensierini che fanno conoscenza di tutta la famiglia, anche se, devo dire, il Pirata fa un po’ il timido. Due chiacchiere con uno, due chiacchiere con l’altro e ci viene proposto di tornare a casa, viaggio meno complicato, basta seguire i cartelli con scritto “EUR” e il gioco è fatto! Col nonno che strada facendo, ci indica i luoghi della sua gioventù!
Sotto casa della FigliaPiccola mentre Costa e l’Udmv, vanno alla ricerca di un parcheggio per le loro auto, ci vengono incontro Upi e Viviana e quando ci raggiunge l’Udmv, sorridente i baci si sprecano. . . che io debba essere un po’ gelosa??? Saliamo, con il Nonno,

Carrie (la mamma) e Charlie (presumo, è il più vivace!)
Presento Viv e
Ma questa giornata convulsa non è ancora finita, tutti di nuovo fuori casa, dobbiamo andare in pizzeria per la cena. Il momento dei saluti a Crosta e ai pensierini, (che ci ha portato un sacco di cose per il Piccolo Lord) è da comiche (o da Paperissima) perché, io, stordita, ho portato per loro le “olive all’ascolana”, ma, dopo averne parlatoa profusione, mi sono scordata di dargliele e lei, me lo deve ricordare . . . tocca mandare su, in casa, di corsa,
Ci prepariamo a gustare la pizza, che come usa adesso, sarà cucinata da un egiziano, che si fa chiamare Nello . . . aspetta aspetta, eco patatine fritte e supplì, e poi la pizza, e poi, la torta . . . , bella (ideata dalla FigliaPiccola) e buona, e poi, gli ultimi saluti, promesse di rivederci e via . . . verso casa, su un’autostrada pressoché deserta (a parte le auto con i lampeggianti blu), telefonare a casa del fratello per avvisare che
O, tutto incomincia adesso, per la FigliaPiccola!
Tutto è cominciato, quando
Tutto è cominciato, quando i professori, in 3° media, hanno detto: ". . . le consigliamo di fare il Liceo Scientifico, o, come seconda scelta, il Classico!" e lei, alla mamma che ci sperava: "Sì, sì, lasciali dire, io farò l'Istituto d'Arte, indirizzo: Cinema!". . . ma anche partendo da qui, è troppo lunga!
Tutto è cominciato, quando
Tutto è, finalmente, finito, giovedì scorso . . . anni di studio, anni di tensione, anni spesi a convincere i amici e parenti che oltre ad essere il SUO SOGNO, era un sogno realizzabile, anche se per il momento fa la commessa, com’è giusto che sia, per poter dire, un domani, nelle interviste dopo l'Oscar: "mi mantenevo agli studi facendo la commessa!".
Così, dopo una serie di contatti famigliari, che la diplomazia ufficiale ci invidierebbe, ci siamo trovati, stipati in
Abbiamo viaggiato sulla Teramo - l'Aquila - Roma, pattugliata per i G8, libera da camion e autotreni, e in poche (poche?) ore eravamo a Roma! C'è stato un equivoco con i cartelli, e noi, con la nostra auto, ci siamo ritrovati in pieno centro, col Nonno che diceva perentorio: "Non vi preoccupate, giù di lì, gira di là . . . La conosco Roma!" e in effetti, siamo arrivati dalla FigliaPiccola, giusto 3 minuti prima dell'auto dello Zio, che invece del Nonno, aveva il Navigatore!
Sistemate persone e borse nel minuscolo alloggio della figlia, tutti (o quasi) si sono precipitati a far conoscenza dei cuccioli della Carrie, la quale correva da uno all'altro di noi, facendoci un sacco di feste. Visto che ormai era tardi e non era possibile neanche immaginare una visita turistica alla Capitale, ci si sistema, tra chiacchiere e curiosità in questo appartamentino . . . Nel frattempo, contatto le amiche blogger, prendendo appuntamento per il pomeriggio, nei paraggi della casa della FigliaPiccola . . . tutto OK!
Pranzo un po’ accampati qui e là, tra sedie e letto, e poi, di corsa, a turno a prepararsi, perchè la sessione comincia alle 15 . . . lei, la "laureanda" dovrebbe essere l'ultima di 10, ma, grazie a Internet, sa già che i 10 sono diventati 8 . . . partono per primi, lei e il suo GrandeAmore, sul loro scooter;,
Arrivati trafelati all'Università, troviamo tutto il gruppo ad aspettare, in un grande corridoio, che come in tutte le scuole, ha poche sedie . . . mi vengono incontro le amiche della FigliaPiccola, e tra baci e abbracci, ci scappano due parole, siamo subito zittite dalla “Tizia della porta”, una ragazzetta, che con un libro in mano e una lista degli esaminandi, fa la "portinaia" alla porta della stanza dove si "discute la tesi" . . . ogni tanto arriva qualche amica/o nuovo, presentazioni, due parole e subito, la Tizia della porta, si innervosisce e ci fa: " Ssshhhhhhhhhhhh!" seccata!
Ci sono anche i genitori di una delle due Valentine, peccato che tra l'ansia, la confusione e
La FigliaPiccola, mi da da leggere la sua tesi, così sto zitta, come la apro, ci trovo un refuso, mi volto verso una delle amiche e glielo faccio notare, mi raccomanda di non dir niente, soprattuttto alla FigliaPiccola! Leggo i ringraziamenti e giunta a : Grazie alla mia famiglia, a mia Madre e a mio Padre , per non avermi mai fatto mancare il loro appoggio, sia morale che economico. mi scappa la lacrima . . . sì lo so che queste sono frasi di circostanza, ma che ci volete fare, io sono la mamma (italiana).
Le figlie, le cugine e
Finalmente
(fine 1° parte)
Per chi passa di qua, convinta di trovarci il solito post simpatico sulle mie disavventure di casalinga, mi spiace, ma questo è un post dedicato!
D E D I C A T O
a chi, a volte, e dopo tanti anni, ancora insiste a dire: "Lasciami in pace!" . . . " Sono fatti miei!" . . . "che c**** te ne frega a te!" . . . Ma che, scherziamo??? Io sono la MAMMA, anzi, di più, la NONNA!
In quei 9 mesi in cui porti in pancia una nuova vita, oltre al ormai famoso "corso di rompiscatole ai figli", si apprende anche che i figli sono figli sempre, non fino ai 18 anni, e senza che te lo dica la Cassazione . . . se qualcuno fa finta di dimenticarselo, poi sono problemi per tutti . . . mamme, papà e figli!
Per cui, non basta che mi trattino male perchè io smetta di preoccuparmi dei miei figli!! ;-)
E' una tovaglia a scacchi marroni e bianchi, marrone più chiaro e più scuro, in misto lino.
E' una tovaglia che ha scelto mio nonno, per me, quando ha saputo che stavo mettendo su casa.
E' una tovaglia sbiadita, bucata, tagliata e sfilacciata nell'orlo ad archetti, ma è una tovaglia che gira per casa da 30 anni, e non mi decido a buttarla via!

Punto smerlo in linea retta e curva (archetti)
Mi è sempre piaciuta perchè non trattiene macchie. Si lava e si stende, non serve stirare. Vederla sul tavolo, mette allegria pur non essendo "sfacciatamente" colorata!
Di ogni taglietto, vi posso dire il responsabile. Di quel buco, fatto da una sigaretta, vi posso dire la data! E, quando ha inizato a sfilacciarsi l'orlo smerlato, ho pianto . . . poi, ho accettato questo danno, visto che, la tovaglia regge anche senza lo smerlo!
All'inizio era solo per le feste, per i pranzi affollati, per il tavolo grande . . . poi, man mano che la famiglia cresceva, è diventata la tovaglia per la domenica e ormai, è una tovaglia come le altre, solo, un po' più delle altre (persino i figli la scelgono più spesso delle altre)!
Non so, vorrei parlarvi di mio nonno, che era una persona eccezionale o di oggi, che è un giorno eccezionale . . . ma non ci riesco, per ora, accontentatevi . . . vi ho parlato di una tovaglia davvero "eccezionale"!
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Uno dei due, è il figlio . . . nel'esercizio delle sue funzioni di Capo Scout! L'altro è il suo "vice"
Sabato sera, mi si è riempita la casa, come ai tempi dei figli adolescenti, di adolescenti appunto: 6 tra ragazzi e ragazze più 3 "capi", un po' più grandini, fra cui il figlio . . . sapendo a cosa si andava incontro, ho preso una tovaglia di carta, gialla, molto carina, sono arrivate per prime la "capo reparto" e una "guida", che un po' hanno cucinato, un po' hanno apparecchiato le tavole, poi, per non avere confusione, abbiamo deciso di scrivere i nomi ai vari posti, la "guida", A*****a, ha avuto un'idea brillante, oltre al nome, essendo brava nel disegno, ha disegnato in quattro e quattr'otto, il viso di ognuno dei commensali! A fine cena, la tovaglia è stata ritagliata e ognuno a riportato a casa il suo "ritratto"

qui non si direbbe, ma è una brava, bella e affettuosa bambina, Carito!
Domenica mattina, in Chiesa, mi sono commossa, un po' nel vedere le mie due figlie, quella putativa e quella grande, una con la sua bimba in braccio, l'altra col bimb nel pancione . . . e nel vedere il figlio, (impegnato con la chiusura dell'anno di attività scout) in uniforme da scout, sorridente. Lui, di solito burbero e impegnatissimo, che ha lasciato i suoi " ragazzi" per partecipare al Battesimo di Carito . . . poi, mi sono commossa e di molto, mentre Gloria leggeva la preghiera che ha scritto per sua figlia e, le si è spezzata la voce, ha continuato, piangendo . . . facendo commuovere un po' tutti; le parole, le avrete lette, sono così toccanti!
Stamattina, apro a caso un blog amico, nella colonna dei preferiti: "Nonsolomamma" e ci trovo un post che voglio condividere con chi passa di qua, con chi i figli ce li ha, con chi pensa di averli e con chi è titubante, perchè, pensa, con un figlio la vita non è più la stessa! La Elastigirl, lo spiega bene, la vita non è più la stessa, ma è arrichita!
"ma tu, da quando sei diventata mamma, sei cambiata?"
"io? boh"
"dai, rifletti. sei cambiata o no?"
cambiata?
ho imparato a maneggiare cacca e vomito senza cadere in pezzi per l'orrore, ho imparato a non dormire per un tempo infinito e poi andare in ufficio e dire 'buongiorno a tutti', fingendo di avere conservato il senno, ho imparato a fare il poliziotto buono e il poliziotto cattivo senza soluzione di continuità e ho imparato a tenere in mano vermi, ragni e bacherozzi senza scompormi.
(... continua)