blog amici | fior di cactus

se riesci a scansare le spine, trovi un cuore tenero
lunedì, 02 novembre 2009

La pazzia di Fiordicactus

 . . . questo è quello che ha detto l'Uomodellamiavita, mentre, ieri mattina, mi riprendeva con la telecamera, e io mi toglievo scarpe e calzettoni, apprestandomi a fare  quella che lui definisce: "la pazzia!".

Tutto è cominciato quando qualche giorno fa ho letto un post che diceva così : "Se vai in riva al mare attendi l'acqua che si sposta rincorrendoti.. e fotografati anche i piedi se è trasparente e gelida.. Muovi le dita e sorridi.. Ti aiuterà a tornare bambino.. E' un attimo per ascoltarti.. perchè anche tu, probabilmente, ti sei un giorno confuso.. e perso.. chissà.. "
Detto fatto, io, che non entro in acqua, nemmeno d'estate, mi sono organizzata e, grazie anche al tempo, clemente . . . alle 11 eravamo in spiaggia e mi sono lanciata in questo esperimento!

 Ed ecco a voi, il foto racconto:


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Il cielo . . .

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il mare . . .

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la spiaggia . . .

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mi tolgo scarpe e calzetoni . . .

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abbandonati sulla sabbia umida . . .

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in attesa dell'onda . . .

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Brrrrrrr . . .

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di nuovo la carezza del sole . . .

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barche a vela sullo sfondo . . . in primo piano l'Udmv . . .

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ciao mare!!!


Ecco, non mi ero persa, poche volte sono confusa e per tornare bambina ci voleva una immersione più lunga, vista la mia età! Però, sicuramente, sono regredita fino all'adolescenza . . . infatti, il resto della passeggiata l'ho fatta a piedi nudi sulla sabbia e con le scarpe tenute per i lacci e mi sono divertita; e mi sono sentita viva e piena di gioia!

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mercoledì, 09 settembre 2009

Post a rate . . . per un premio gradito!

Ricevo da Delphine questo premio e siccome ho poco tempo, incomincio a fare copia/incolla . . . durante la mattina, mi organizzo il resto!

Incomincio, ricordando le regole del premio Honest Scrap.

Condizioni di questo premio sono: raccontate ai vostri lettori 10 cose che si sappiano o meno di voi ma che sono vere. Indicate 10 persone che hanno diritto al premio e siate sicuri di far loro sapere che sono stati contrassegnati (un breve commento sul loro blog andrà bene). Non dimenticate di collegarvi di nuovo al blogger che vi ha premiato.

............................... C O N T I N U A  .....................promesso !
2° rata, del giorno dopo ......................................................................

Ecco, tutte insieme, dopo una lunga e ponderata meditazione, le 10 cose su di me, tutte per voi:

  1. Sono curiosa come una scimmia, vorrei sapere sempre cosa c’è “dietro”, dietro a certe scelte, certi ragionamenti, certi comportamenti umani . . . ma anche come funzionano le cose, come ragiona il PC: insomma, curiosa a 360°!
  2. Mi piace stare in compagnia, possibilmente una buona compagnia . . . ma, secondo le figlie, ho degli standard troppo alti! Per cui, ho affinato, negli anni, l’arte della diplomazia . . . sorridere anche se vorrei essere altrove!
  3. Sto diventando ipocondriaca . . . Le mie paure, nascono dall’aver conosciuto persone gravemente malate. Penso che tante volte sia meglio essere ignoranti, (proprio ignorare l’esistenza di certe malattie) si vivrebbe meglio!
  4. Per la famiglia (e non parlo solo come mamma, ma come moglie, sorella, figlia, zia . . . nonna) mi butterei nel fuoco (ma non nell’acqua, perché non so nuotare)!
  5. Sono un tipo che è difficile offendere, tendo a giustificare anche i comportamenti più idioti . . . almeno le prime tre volte, poi, se la persona è proprio sgradevole, la ignoro.
  6. Mi arrabbio facilmente, se penso che mi stiano prendendo in giro, mentendo o che mi fraintendano, ma mi passa abbastanza in fretta e non porto rancore!
  7. Sempre pronta a chiedere scusa, se il mio atteggiamento è stato sbagliato o esagerato . . . una volta, mi ricordo, chiesi scusa alla mia vicina, che rimase più scioccata di questo che non del battibecco precedente!
  8. Ho la presunzione di capire al volo le persone. Anche se poi, a causa del punto 5, cerco di farmi andar bene anche le persone che a pelle, mi irritano . . .nel tempo, scopro che avevo ragione io!
  9. Sono idealista, ingenua e credo che in fondo nessuno è cattivo, per cui, negli anni ho preso “botte tremende sui denti”, ma questo non ha mai sopito la mia vena filantropica.
  10. Non sono capace di dir bugie, se ne accorgono persino i nipoti più piccoli . . .

Uff . . . ecco fatto . . . pare facile, ma non è così: 10, sono tante e poche nello stesso tempo! Adesso, mi aspetta un'altra sfacchinata: trovare i 10 blogger da incatenare! Eh! Eh! Eh!

Allora, io passo la mano  a:  

ZiaCris, anche se l'ha già ricevuto! 
Ambricourt, uno dei due, a scelta, tutti e due arguti e simpatici!
Zamparzigogola,  che è una persona interessante!
Factum, perchè vorrei saperne di più!
NihilAlieno, sicura che anche su di lei, non si finisce mai di sapere!
SuperFly, un "ragazzo" con gli occhi che ridono, ci stupirà!
Ortensia, perchè ha riaperto da poco il blog!
LaTendaRossa, visto che in questi giorni è assente, gli preparo una sorpresa!
PensieriInPoesia, l'ho introdotta io in questo mondo dei blog!
Giorgetto, è partendo da lui che ho mosso i primi passi nei blog!   

Logicamente se qualcuno dei "prescelti" non risponde al mio appello, non gli terrrò il muso! ;-)
È un gioco e come tale va preso! Con un sorriso:-)
E a quelli che avrebbero continuato, ma non ho nominato . . . fate pure! Avvisatemi, che passo a leggervi! Purtroppo: 10 blog-amici, sono tanti, ma anche pochi!:-)))

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domenica, 16 agosto 2009

4 / Ricordi di viaggio

Ci aspettano al Garda, lo zio, fratello più giovane di mia mamma, la zia, la cugina e suo marito, attraversiamo una serie di paesi, con le loro, belle, curatissime, “rotonde” dai segnali confusi o contrastanti, con i loro “saltini”, che ogni volta fanno partire il canto di un gallo nascosto da qualche parte del camper, e che per pigrizia non ho mai cercato. In certi paesi c’è addirittura la famigerata “zona 30 Km/h” che l’Uomodellamiavita, rispetta coscienziosamente, hai visto mai che ci arrivano multe al padrone del camper che poi dobbiamo giustificare???

Arriviamo all’ennesima rotonda, con 3 strade, una, quella da cui siamo arrivati, le altre due, segnalano il paese dove ha la casa al lago lo zio . . .  due, sono chiuse, con transenne dove fa bella mostra un cartello: “chiuso per manifestazione” noi, intrepidi, ne imbocchiamo una, finché individuato un vigile, gli spieghiamo che dobbiamo andare dallo zio, il tipo ci dice di non sapere dove è la casa dello zio, visto che lui è di un altro paese, torniamo alla rotonda e, visto che non passa nessuno, ci fermiamo in mezzo agli imbocchi delle due strade bloccate, chiamo lo zio, gli spiego il problema, lui mi rassicura subito: “Non ti preoccupare, adesso arriva lo zio! Sta ferma lì, che ci penso io!”.  Sarà la stanchezza, ma pur avendo passato i 50 . . . uno zio che ha 18 anni più di me che mi dice così, mi conforta molto. Passo il messaggio all’autista, che, senza problemi, si mette in attesa, nel giro di 10 minuti vediamo arrivare un’ auto che ci lampeggia, non c’è da sbagliarsi, di lì non è passato altro mezzo e di camper sul bordo della “rotonda” ci siamo solo noi, quando è più vicino, lo zio, si sporge dal finestrino con la testa, il  suo sorriso, e poi, col braccio ci fa segno di seguirlo, mentre perentorio ci ordina: “ ‘Ndom! (“Andiamo”, per il bergamaschi)” .

Dalle 20 alla mezzanotte, in buona compagnia, cena e racconti del viaggio, dove siamo stati e chi abbiamo visto, le “rotonde”, la comodità del camper. Ricordi di altre estati, di altri tempi, di persone che non ci sono più.  Rispondere a domanda tipo “come hai trovato la zia centenaria?”  . . . “come sta tua cugina!” . . . “sei stata a trovare anche Tizio, e lo zio Caio, l’hai visto? No?Ah, certo, è in ferie!”.  

Invece di andare a dormire, l’Udmv, decide di ripartire subito. Un po’ perché gli è passato il sonno, un po’ perché così ci portiamo avanti rispetto ai camion, un po’ perché, a lui, piace guidare, anche di notte! Non vi annoio con il racconto del viaggio, dormire nell'area di sosta di un autogrill, la sveglia alle 5,  no, alle 6 . . . partenza verso le 7 (la stanchezza si fa sentire), il traffico di Bologna, il sole che sorge e ci entra nell’abitacolo con prepotenza . . .

Parcheggio Autogrill (lucido) da Donato Gr.

Finalmente siamo a Cervia, tra telefonate e messaggi, arriviamo al primo vero problema del nostro peregrinare, il sottopaso della ferrovia, troppo basso per farci passare, presto arriva in soccorso lei,  ZiaCris, in sella alla sua bici, che carichiamo a bordo . . . ci accompagna, meglio di un navigatore, al passaggio a livello e poi, nei pressi di casa sua, la “casa dei puffi” come la chiama lei, una casa di vacanza, essenziale. Andiamo in spiaggia e conosciamo il Ferrari e la Tata, sono affascinata da questa pupetta, che ha l’età giusta per farsi amare. Non mi calcola per niente, non molto contenta che io monopolizzi la nonna, lei ha un pensiero fisso, la sua mamma che deve arrivare da un momento all’altro! Più tardi conosciamo anche la mamma della Tata e il suo compagno Coi quali condivideremo il pranzo, offerto con spontaneità e amicizia, accettato con gratitudine. Consumato in chiacchiere, tra una richiesta e l’altra della piccola! (Aspettiamo tutta la famiglia, promesse prelibatezze culinarie!!!)

E siamo di nuovo in strada, una tirata unica: da Cervia al casello dell’autostrada, dal casello di Rimini, fino al casello  di Porto San Giorgio, scelta discutibile quella dell’Udmv, di percorrere la Statale 16 verso le 19,00 di un lunedì, in tempo di vacanze, in quei pochi chilometri, percorsi in un sacco di tempo, ha avuto modo di rimpiangere le mitiche “rotonde” che al Nord, quasi, lo infastidivano. Qui, nella sua terra, code senza fine e tutti i semafori rossi, tant ’è che io, sono riuscita a confezionare ben 3 “mattonelle” della copertina in pochi chilometri!

Siamo arrivati, stanchi, ma felici!

Sappiamo di aver "saltato" un sacco di posti, un sacco di parenti e amici, e amici blogger che avremmo potuto incontrare per la via, ma il tempo era quello che era e una scelta è stata obbligata . . . se avremo più tempo, organizzeremo meglio i nostri tempi!  Promesso!
Nel frattempo, se passate di qua, tra l'Aso, il Tronto e il Salinello, fatemelo sapere, felice di conoscervi!

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venerdì, 14 agosto 2009

3 / Ricordi di viaggio

L’arrivo a casa dello zio I*** (fratello di mio padre), è complicato dal fatto che, anche qui, lungo la strada che percorriamo abitualmente c’è un cantiere aperto e dobbiamo trovare una strada alternativa . . . ma alla fine ecco la meta, giusto per l’ora di cena. Alla domanda di poter aver accesso al PC , mi viene detto che a quest’ora non lo si accende, perciò, mi tengo la voglia di navigare un po’ sul web . . . la  serata passa tra il nostro resoconto del viaggio, dei parenti visti, dei saluti da distribuire . . . l’Uomodellamiavita e lo zio, si organizzano per fare in modo che di notte possiamo usufruire della corrente elettrica, la serata è calda, invita a stare all’aperto, la zona è tranquilla. Ci lasciamo dopo aver fatto progetti di massima per il giorno dopo.
Il mattino, alle 6, circa, inizia a piovere di nuovo a dirotto, per fortuna non dura più di tanto. Aspettiamo di vedere la tapparella della cucina aperta per andare dagli zii per la colazione. Becchiamo lo zio in sala, al Pc . . . su Internet, e tra prima e dopo la colazione, gli insegno a commentare da me,  poi, gli facciamo vedere la FigliaPiccola su StreetView di Google, lui chiede se si può vedere anche Milano, trovate un paio di vie, e fatto pratica col mouse, va in cucina, con gli occhi accesi di emozione dice alla zia: “Guarda che ho imparato una cosa nuova, possiamo vedere dove stavi in collegio tu, quando studiavi a Milano, le vie dove passeggiavamo da fidanzati!”.  Troveranno Milano un po’ diversa, in fin dei conti lui ha 83 anni, lei poco meno!

Dopo le 11, con lo zio a farci da autista, andiamo in Ospedale, a trovare mia cugina che si è sottoposta ad una delicata operazione, gli ordini di sua madre (l’altra sorella di mio padre) sono stati perentori: “Non chiacchierare troppo, non stancarla, due minuti e vai!” Ma mi è difficile obbedire: sono quasi 5 anni che non la vedo . . . appena mi vede, mi sorride e alle mie promesse di parlarle poco, mi assicura che posso parlare quanto voglio, che lei si sente bene e ha voglia di chiacchierare con me! Purtroppo, tra gli orari dell’Ospedale, e i nostri impegni, il tempo è finito presto!


Parte di Città Alta, vista da Città Bassa (Porta Nuova)

Torniamo a casa dello zio, per vie a noi sconosciute, con lui che scherza sul fatto che le “rotonde” spuntano come i funghi da un giorno all’altro, e sul fatto che hanno dimenticato di mettere un cartello essenziale per noi, un cartello con l’indicazione “Casa dello Zio I***” . . . dice, ridendo, che provvederà per la prossima volta!

Pranzo, saluti e di nuovo in marcia, per poco, solo dall’altra parte della città Orobica. Per conoscere una copia di amici, lui blogger, lei no (però è una mia  affezionata lettrice) . . . che hanno appena allargato la famiglia, dopo il piccolo Michele, è arrivata Beatrice. Conosciamo loro, i bambini e i genitori di lei . . . Era un po’ che volevo conoscerli, (quella simpatia che nascono anche solo leggendosi) sono arrivati nella mia città di origine, solo da un anno. Siamo stati accolti da sorrisi e affetto, come se ci si conoscesse da sempre. Adesso li aspettiamo quaggiù!

Senza aver visto altro, né Citta Alta, né Citta Bassa, Puntiamo il mezzo verso l’Est e nel giro di un’oretta siamo nei pressi di Brescia, dall’altra zia di mia madre, classe 1924, e suo marito, suo figlio che ha solo 6 mesi più di me e che fa parte dei miei ricordi di infanzia e adolescenza, e sua moglie, Lucia, che in questo periodo non sta troppo bene, ha una malattia con la quale sta “litigando” da un annetto, l’ho trovata combattiva e piena di spirito, pronta alla battaglia. Anche qui, scambi di notizie sulle famiglie dei miei fratelli, sui miei figli, i saluti dei parenti incontrati prima, domande sui parenti che abbiamo visitato  (perché, è una famiglia così, sia il ramo materno, che quello paterno, si conoscono fra loro, provenendo tutti dallo stesso quartiere della città Orobica. Per quanto riguarda i parenti di mia madre,  si sono frequentati per tanti di quegli anni, che si conoscono benissimo.)

Si fa tardi, ci aspettano al Garda . . . salutiamo e partiamo!

(continua)

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martedì, 11 agosto 2009

Grazie!

Grazie a Dio
perchè, siamo partiti, abbiamo viaggiato per più di Mille&Cinquecento chilometri e siamo tornati, senza problemi, intopppi o incidenti!

Grazie al tempo
che è stato clemente e ci ha elargito la pioggia, per rinfrescare un po' l'aria, ma ci ha donato il sole e un po' di brezza, quando ci servivano!

Grazie ai parenti e agli amici di famiglia
che ci hanno accolto a braccia aperte, anche se siamo arrivati, con poco preavviso e poco tempo da dedicare a ciascuno di loro!

Grazie agli amici del web
che ci hanno fatto sentire a casa nostra, malgrado non ci fossimo mai visti . . . e anche a quelli che non siamo riusciti a vedere, malgrado la voglia!

Grazie
ai piccoli Michele e Beatrice e grazie anche alla Tata, alla sua mamma e a Mirko . . . loro non sanno perchè, ma io sì!

Grazie ai figli
chi ha acceso il suo Pc a Roma, per darmi notizie telefoniche e non farmi andare in crisi d'astinenza . . . chi ha accudito il cane, per non fare andare in crisi suo padre . . . chi si è presa cura della FigliaGrande, al posto mio . . . e alla FigliaGrande, che si è presa cura del Piccolo Lord e mi rassicurava telefonicamente, permettendomi di fare questa "grande rimpatriata" senza sentirmi troppo in colpa! 

Grazie a chi ci ha prestato il Camper
senza né come, né perchè . . . un camper, che con i suoi "max 85 Km/h", m'ha permesso di lavorare, ad uncinetto, così tante "piastrelle" che, in pochi giorni, sono arrivata a metà della copertina per il PiccoloLord!

Grazie all'UomoDellaMiaVita
che ha reso possibile questo viaggio, sacrificando una parte di ferie, che voleva dedicare all'orto e alla spiaggia . . . guidando per un sacco di ore, seguendo strade sconosciute e le mie sommarie indicazioni . . . e perchè mi sopporta, sempre: quando sono triste e quando sono allegra!

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sabato, 25 luglio 2009

Ricerca la gioia!

Sono andata a sbirciare il blog di Diggiu, e ci ho trovato questo testo.

Per una  che pensa: "Per me la gioia, subito dopo l'amore, è la molla che dovrebbe muovere il mondo", e ci ha pure ragionato sopra un bel po', pensarci e "rubarlo" è stato questione di un attimo!

Alba sul mare a Lido di Fermo

" Prosegui tranquillamente il tuo cammino attraverso l’agitazione e la passione, e ricordati della pace che può contenere il silenzio. Per quanto è possibile e senza sminuire il tuo valore, sii in buoni rapporti con tutti.

         Fai in modo che la tua verità sia calma e sicura. Lascia che gli altri si esprimano, noiosi ed ignoranti, perché anche loro hanno qualcosa da dire.

         Evita le persone rumorose o chiassose, esse turbano la pace dello spirito. Se ti paragoni agli altri, rischi di diventare pieno di vanità e d’amarezza, poiché ci sarà sempre qualcuno al di sotto di te e qualcuno al di sopra. Gioisci di ciò che hai già terminato e dei tuoi progetti per l’avvenire. Interessati di ciò che fai, per quanto umile sia il tuo lavoro; ciò resta un bene prezioso attraverso le fantasie della fortuna. Sii prudente nelle tue imprese poiché il mondo è pieno di astuzie. Ma ciò non ti impedisca di discernere nello stesso tempo il bene che ti circonda, sono numerosi coloro che tendono verso la cima dell’ideale, e la vita è piena di eroismo.

         Sii te stesso. Soprattutto non testimoniare affetto quando non lo senti affatto, e non essere assolutamente cinico di fronte all’amore, poiché malgrado i momenti di aridità e di delusione, l’amore è eterno quanto l’erba dei prati.

         Ascolta i consigli degli anni e sappi rinunciare con gratitudine ai beni della giovinezza. Che la forza di un carattere ben temprato ti preservi dalle difficoltà. Ma non lasciarti abbattere da crucci immaginari. Quanti mali sono nati dalla stanchezza  e della solitudine

         Al di là di una sana disciplina abbi riguardo per te stesso.

         Tu sei una creatura dell’universo, come gli alberi e le stelle e hai diritto al tuo angolo di sole. E che tu lo intuisca o no ripeti a te stesso che l’universo segue il suo destino.

         Così fai la pace con Dio, sotto qualunque forma tu lo concepisca, e fai la pace con la tua anima malgrado i lutti e la confusione che ti circondano.

         A dispetto della sua falsità e dei suoi sogni spezzati, il mondo offre ancora una infinità di bellezze.

Sii saggio.   Ricerca la gioia".

 

Da uno scritto del 1357 ritrovato a

“ Vieille Eglise St. Paul” Boston.

 

Fiore di cactus da te.

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giovedì, 16 luglio 2009

La laureata / 2° parte : la festa

Dopo tutta l'ansia accumulata, dal mattino presto, viaggio e tutto, dopo che i Professori hanno decretato che è "Promossa", la giornata continua:

La FigliaGrande, prende il serto d’alloro, che ha impreziosito di nastri rossi, molto carino e lo sistema sulla testa di sua sorella, che, finalmente, può rilassarsi e mostrare tutta la stanchezza accumulata.


core de mamma, si vede che è stravolta!

Si fanno le foto di rito, nel corridoio dell’Università, col Nonno emozionatissimo, le CugineFashion e il CuginoFastidioso: festanti, le Amiche e gli Amici che la coprono di baci e abbracci . . . è proprio vero che i figli non sono tuoi e te ne accorgi in questi momenti  . . . Anche i professori sono usciti, e la Tizia della porta, è sparita. Vedo un professore, giovane che sorride, e osserva quella confusione . . . mi ricorda il racconto che un altro professore giovane, ha fatto di questi momenti, nella sua Università, là, in Sardegna. Mi avvicino e scherzosamente, gli chiedo:” Secondo lei, adesso che non deve più pensare alla TESI, troverà il tempo di sistemare i filmini di famiglia?” lui, mi guarda, sempre sorridendo e mi dice:” Sì, ma adesso, la deve pagare, è Dottoressa!”  (per quello che ho capito io, è Dott.ssa in: Regia, Sceneggiatura e Montaggio per il Cinema e la Televisione! Ma si sa, le madri sono sempre le ultime a sapere le cose!)

Poi, la nuova Dottoressa, ci comunica che, contrariamente ai programmi, comunicati alle amiche blogger,  ha deciso di brindare sul Gianicolo, uno dei mitici 7 colli di Roma!


Piazzale del Gianicolo - Monumento a Garibaldi


Bisogna arrivarci. Lei e il suo GrandeAmore,  partono tranquilli con lo scooter, gli amici, sanno muoversi per Roma, senza problemi; lo Zio, ha il navigatore e, pare, conosce anche le strade di Roma. Noi, tra la cartina stradale e il nonno con i suoi ricordo degli anni ’50, ci perdiamo nel traffico romano . . .  nel frattempo, mi chiamano sia Crosta, sia Viviana e persino la Upi e mi tocca spiegare a tutte e tre questo cambiamento di programma, per fortuna che tutte e tre, sono comprensive . . .

Tra telefonate, e domande ai passanti, arriviamo in fine sul piazzale del Granicolo, (comunque sempre prima dello Zio, col navigatore . . .  ritroviamo la compagnia, e facciamo  il brindisi, bicchieri, rigorosamente di plastica, lì in piedi al sole, e con lo sguardo che spazia su tetti di Roma, sulle cupole, e sull’altare della Patria.
Qui,  ci raggiungono, Crosta e 4 dei suoi Pensierini che fanno conoscenza di tutta la famiglia, anche se, devo dire, il Pirata fa un po’ il timido.  Due chiacchiere con uno, due chiacchiere con l’altro e ci viene proposto di tornare a casa, viaggio meno complicato, basta seguire i cartelli con scritto “EUR” e il gioco è fatto! Col nonno che strada facendo, ci indica i luoghi della sua gioventù!

Sotto casa della FigliaPiccola  mentre Costa e l’Udmv, vanno alla ricerca di un parcheggio per le loro auto, ci vengono incontro Upi e Viviana e quando ci raggiunge l’Udmv, sorridente i baci si sprecano. . . che io debba essere un po’ gelosa??? Saliamo, con il Nonno, la SuaSignora, la Zia econ Crosta e i suoi pensierini e mi meraviglio come in uno spazio così ridotto ci stiano già stipate tante persone, ma riusciamo ad entrare anche noi, a far vedere ai ragazzi e alle ospiti, appena arrivate, i cuccioli!


Carrie (la mamma) e Charlie (presumo, è il più vivace!)

Presento Viv e la Upi alle cugine fashion, la n° 5 resta affascinata dal vedere materializzarsi sotto gli occhi, le due blogger che ha conosciuto sul mio PC: Upi, per le sue simpatiche vignette e Viv,  di cui ripete alla perfezione il nikname (e che ricorda dal Torneo Tre Maghi, all’occupazione del blog di Nihil )

Ma questa giornata convulsa non è ancora finita, tutti di nuovo fuori casa, dobbiamo andare in pizzeria per la cena. Il momento dei saluti a Crosta e ai pensierini,  (che ci ha portato un sacco di cose per il Piccolo Lord) è da comiche (o da Paperissima) perché, io, stordita, ho portato per loro le “olive all’ascolana”, ma, dopo averne parlatoa profusione, mi sono scordata di dargliele e lei, me lo deve ricordare . . .  tocca mandare su, in casa, di corsa, la FigliaPiccola a riprendere il pacchetto! Salutati i pensierini e la loro mamma. Poco più tardi, saluto anche Upi e Viviana,!

Ci prepariamo a gustare la pizza, che come usa adesso, sarà cucinata da un egiziano, che si fa chiamare Nello . . . aspetta aspetta, eco patatine fritte e supplì, e poi la pizza, e poi, la torta . . . , bella (ideata dalla FigliaPiccola) e buona, e poi, gli ultimi saluti, promesse di rivederci e via . . . verso casa, su un’autostrada pressoché deserta (a parte le auto con i lampeggianti blu), telefonare a casa del fratello per avvisare che la CuginaFashion più grande dormirà da noi, arrivo a casa verso le 2 di notte . . . ed è finita!

O, tutto incomincia adesso, per la FigliaPiccola!

postato da: fiordicactus alle ore 09:29 | link | commenti (33) | commenti (33)
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mercoledì, 08 luglio 2009

Caso, combinazione o che altro?

Stamattina ho letto, in modo molto casuale, il piccolo commento di un amico su Facebook e qualche minuto dopo, un post intero di un altro amico, sul suo blog . . . mi è sembrato, come se uno fosse la risposta adeguata all'altro . . . perciò, ho deciso di copiarli, tutti e due, per ricordarmi e se volete ricordarvi, che la vita, la storia minima di ogni giorno, di ognuno di noi, è importante come e forse più, di tante notizie che ci "sbattono"  in faccia tutti i giorni i mass media!

Da facebook (copiato tale e quale, senza censura) :
"A.M. : me ne fotto!
Fiordicactus: Mo' che sarà successo???
A.M.
niente di particolare sono amorfo col mondo esterno.
Me ne fotto del funerale di tizio, delle cazzate di caio e delle minchiate di sempronio, me ne sto in casa col L**** a distrug...ehmn...a giocare
"

Dal blog-amico (copiato tale e quale, senza censura) :

"Quel che ci parla, mi pare, è sempre l'avvenimento, l'insolito, lo straordinario: articoli in prima pagina su cinque colonne, titoli a lettere cubitali. I treni cominciano a esistere solo quando deragliano, e più morti ci sono fra i viaggiatori, più i treni esistono; gli aerei hanno diritto di esistere solo quando sono dirottati; le macchine hanno come unico destino quello di schiantarsi conto i platani: cinquantadue week-end all'anno, cinquantadue bilanci: tanti sono i morti e tanto meglio per l'informazione se le cifre non fanno che aumentare! Dietro a un avvenimento ci deve essere uno scandalo, un'incrinatura, un pericolo, come se la vita dovesse rivelarsi soltanto attraverso lo spettacolare, come se l'esemplare, il significativo, fosse sempre anormale: cataclismi naturali o sconvolgimenti storici, conflitti sociali, scandali politici...
Nella precipitazione che abbiamo di misurare lo storico, il significativo, il rivelatore, non dimentichiamo però l'essenziale: ciò che è davvero intollerabile, veramente inammissibile: lo scandalo non è il grisou, è il lavoro nelle miniere. Il «malcontento sociale» non è «preoccupante» durante lo sciopero, è intollerabile ventiquattr'ore su ventiquattro, trecentosessantacinque giorni all'anno.
I maremoti, le eruzioni vulcaniche, i grattacieli che crollano, gli incendi boschivi, le gallerie che sprofondano, Publicis che brucia e Aranda che vuota il sacco! Orribile! Terribile! Mostruoso! Scandaloso! Ma dov'è lo scandalo? Il vero scandalo? Il giornale non ci ha detto altro che: state tranquilli, ecco la prova che la vita esiste, con i suoi alti e bassi, ecco la prova che qualcosa succede pur sempre.
I giornali parlano di tutto, tranne che del giornaliero. I giornali mi annoiano, non mi insegnano niente; quello che raccontano non mi riguarda, non mi interroga né tanto meno risponde alle domande che mi pongo o che vorrei porre.
Quello che succede veramente, quello che viviamo, il resto, tutto il resto, dov'è? Quello che succede ogni giorno e che si ripete ogni giorno, il banale, il quotidiano, l'evidente, il comune, l'ordinario, l'infra-ordinario, il rumore di fondo, l'abituale, in che modo renderne conto, in che modo interrogarlo, in che modo descriverlo?
Interrogare l'abituale. Ma per l' appunto ci siamo abituati. Non lo interroghiamo, non ci interroga, non ci sembra costituire un problema, lo viviamo senza  pensarci, come se non contenesse né domande né risposte, come se non trasportasse nessuna informazione. Non è neanche più un condizionamento, è l'anestesia. Dormiamo la nostra vita di un sonno senza sogni. Ma dov'è la nostra vita? Dov'è il nostro corpo? Dov'è il nostro spazio?
Come parlare di queste "cose comuni", o meglio, come braccarle, come stanarle, come liberarle dalle scorie nelle quali restano invischiate; come dar loro un senso, una lingua: che possano finalmente parlare di quello che è, di quel che siamo.
Forse si tratta di fondare finalmente la nostra propria antropologia: quella che parlerà di noi, che andrà cercando dentro di noi quello che abbiamo rubato così a lungo agli altri. Non più l'esotico, ma l'endotico.
Interrogare quello che ci sembra talmente evidente da averne dimenticata l'origine. Ritrovare qualcosa dello stupore che potevano provare Jules Verne o i suoi lettori di fronte a un apparecchio capace di riprodurre e trasportare i suoni. Perché è esistito, questo stupore, e con esso, migliaia d'altri, che ci hanno plasmato.
Ciò che dobbiamo interrogare, sono i mattoni, il cemento, il vetro, le nostre maniere a tavola, i nostri utensili, i nostri strumenti, i nostri orari, i nostri ritmi. Interrogare ciò che sembra aver smesso per sempre di stupirci. Viviamo, certo, respiriamo, certo; camminiamo, apriamo porte, scendiamo scale, ci sediamo intorno a un tavolo per mangiare, ci corichiamo in un letto per dormire. Come? Dove? Quando? Perché?
Descrivete la vostra strada. Descrivetene un' altra. Fate il confronto.
Fate l'inventario delle vostre tasche, della vostra borsa. Interrogatevi sulla provenienza, l'uso e il divenire di ogni oggetto che ne estraete.
Esaminate i vostri cucchiaini.
Cosa c'è sotto la carta da parati?
Quanti gesti  occorrono per comporre un numero telefonico? Perché?
Perché non si trovano le sigarette in drogheria? Perché no?
Poco m'importa che queste domande siano frammentarie, appena indicative di un metodo, al massimo di un progetto. Molto m'importa, invece, che sembrino triviali e futili: é precisamente questo che le rende altrettanto, se non addirittura più essenziali, di tante altre attraverso le quali abbiamo tentato invano di afferrare la nostra verità. "

                                                             George Perec, 1973

Da Georges Perec, L’infra-ordinario, Bollati Boringhieri, 1994, pp. 11-14, traduzione di Roberta Delbono

Visto che non sapevo chi fosse questo Monsieur Perec, ho cercato notizie, eccole qui. 

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domenica, 28 giugno 2009

Una settimana speciale!

Causa "Corsi" (perchè ne seguo uno al mattino, di 4 ore, e uno alla sera, altre 3 ore) non riesco a scrivere quando e quanto vorrei! Perciò, vi faccio il riassunto della settimana iniziata con una visita e finita con una cena "luculliana"!

Domenica scorsa è arrivata a trovarci la mia amica Diggiu, in tutto questa è la terza volta che ci si incontra nel reale, ma sia per scritto che per Skype, "ciacoliamo" abbastanza spesso! Domenica, dopo una settimana di mare, invece di riprendere la strada di casa, è venuta a trovarci (la strada, essendo da Nord a Sud, tutta sulla Costa, era facile) . . . già prima di arrivare aveva fatto le sue richieste, "lana Baby e i ferri adatti", arrivata, prende in mano i ferri, e mentre si prepara un po' di té, attacca una "scarpetta" per il piccolo cactus in arrivo, io, diligentemente, mentre chiacchiero del più e del meno, prendo nota di ogni passaggio! Per l'ora di andare a dormire, erano pronte tutte due le scarpette, bianche, col nastrino bianco e celeste (se l'ecografia non mente qui, noi, si sta aspettando un bebé). La mattina dopo, dopo la colazione, la lettura delle letture, un consulto, per via del meteo avverso; finito il secondo scarpino, partiamo per una spesa veloce, che lei, si presta a cucinare in diretta i suoi famosi "crostoni di fegatini alla Diggiu", La porto a casa di mia nipote, per farle vedere la città della Costa dall'alto, così, può dire di aver visto il mare!

Vacanza Giugno 2009 di diggiu48

Poi, riesco a portarla anche a vedere il Santuario di San Giacomo della Marca (perchè La Diggiu, ama i luoghi francescani) anche perchè il tempo è davvero inclemente e sul lungomare rischiamo di buscarci un accidente, tra pioggia, mareggiata e ventaccio!
Pomeriggio con le figlie e con Carito (e pure col cane Pik, che a chiamarlo "cucciolo" fa un po' ridere, è alto e grosso e non sta tranquillo un attimo),


Pik . . . diminutivo di Pikkolo

chiacchieriamo e lei cucina i buonissimi fegatini, apprezzatissimi da tutta la famigia (dal figlio, pure troppo)!
Martedì mattina, partenza presto, io, ne aprofitto per farmi accompagnare al corso . . .  Grazie Diggiu, di queste ore che ci hai regalato, a me è parso di avere una "sorella grande" o se preferisci, una cugina! E quel biglietto, che ho trovato sul monitor il pomeriggio di martedì, è lì appiccicato all'armadio, che mi saluta ogni volta che sono qui al PC!
 

Il resto della settimana, più o meno uguale, tuti i giorni, "corso formativo" al mattino.  Pomeriggio, a casa o a fare la spesa, alle 18,30 l'altro corso, e poi si ricomincia . . . ma dei corsi vi parlerò più in là . . . per oggi vi dico solo che per il corso di grafica, ho chiesto un "aiutino" ad un amica, per darmi un imput, bé, quest'amica, ha fatto di più, e io, subdolamente ho cercato di farlo passare per un mio lavoro! Sgamata al volo! Eh! Eh! Eh! non gliela si può fare alla mia Docente . . . è troppo sveglia! E l'ho rifatto nuovo!
Il 24 mattina, arriva una "chiamata senza risposta" dalla figliapiccola, che doveva arrivare in ferie, con la sua canina incinta . . . chiamo e mi fa: "Credo che non potrò tornare a casa, Carrie ha già partorito 2 cuccioli, e aspettiamo che escano gli altri, non li posso muovere . . . mi spiace, per sabato!" Tutto il resto, lo sapete già,
è scritto qui!


Carrie e cuccioli, in cuccia di fortuna!

Invece, sabato sera, c'è stata questa cena dell'Anniversario, ormai era programmata per poter festeggiare e divertirci con tutti i figli, e pazienza se la figliapiccola è rimasta a Roma, le teniamo da parte le cose essenziali, La grande conchiglia con dentro la candela/perla e il menù a forma di conchiglia, con un confetto come perla . . . Sì, perchè la sottoscritta, ha festeggiato le Nozze di Perla , con una cena in famiglia, e con un po' di lacrime di commozione, nel leggere il "libro" sulla nostra storia, elaborato dalla figliagrande con la figliaputativa . . . la cena lucullina, è dir poco, basti pensare che persino dopo aver mangiato ancora in 5 oggi, aver fatto merenda a base di dolci avanzati, c'è ancora qualcosa per domani! La figliagrande, che è cuoca, quando cucina, ha in mente le dosi per i banchetti!

 
Solo gli antipasti


Ancora antipasti, con il menù a forma di "ostrica perlifera"

Insomma, una settimana speciale! Ve l'ho detto! Condensata e condivisa! :-)

 

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sabato, 13 giugno 2009

Post di servizio . . . una tantum

AVVISO AI NAVIGANTI

AVENDOMI  FORMATTATO IL PC PER BEN TRE VOLTE IN UN MESE

IL TECNICO, NON HA PENSATO A SALVARMI L'ELENCO DEI PREFERITI

 ESSENDO SEMPRE INDIETRO RISPETTO A QUELLO CHE DEVO FARE

NON LI AVEVO LINKATI TUTTI

VI CHIEDO - QUANDO PASSATE DI QUA - DI LASCIARE UNA TRACCIA CHE IO POSSA SEGUIRE PER RITROVARVI 

disgno pollicino

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martedì, 09 giugno 2009

Figli = Vita + emozioni + commozione


Uno dei due, è il figlio . . . nel'esercizio delle sue funzioni di Capo Scout! L'altro è il suo "vice"

Sabato sera, mi si è riempita la casa, come ai tempi dei figli adolescenti, di adolescenti appunto: 6 tra ragazzi e ragazze più 3 "capi", un po' più grandini, fra cui il figlio . . . sapendo a cosa si andava incontro, ho preso una tovaglia di carta, gialla, molto carina, sono arrivate per prime la "capo reparto" e una "guida", che un po' hanno cucinato, un po' hanno apparecchiato le tavole, poi, per non avere confusione, abbiamo deciso di scrivere i nomi ai vari posti, la "guida", A*****a, ha avuto un'idea brillante, oltre al nome, essendo brava nel disegno, ha disegnato in quattro e quattr'otto, il viso di ognuno dei commensali! A fine cena, la tovaglia è stata ritagliata e ognuno a riportato a casa il suo "ritratto"


qui non si direbbe, ma è una brava, bella e affettuosa bambina, Carito!

Domenica mattina, in Chiesa, mi sono commossa, un po' nel vedere le mie due figlie, quella putativa e quella grande, una con la sua bimba in braccio, l'altra col bimb nel pancione . . . e nel vedere il figlio, (impegnato con la chiusura dell'anno di attività scout) in uniforme da scout, sorridente. Lui, di solito burbero e impegnatissimo, che ha lasciato i suoi " ragazzi" per partecipare al Battesimo di Carito . . . poi, mi sono commossa e di molto, mentre Gloria leggeva la preghiera che ha scritto per sua figlia e, le si è spezzata la voce, ha continuato, piangendo . . . facendo commuovere un po' tutti; le parole, le avrete lette, sono così toccanti!

Stamattina, apro a caso un blog amico, nella colonna dei preferiti: "Nonsolomamma" e ci trovo un  post che voglio condividere con chi passa di qua, con chi i figli ce li ha, con chi pensa di averli e con chi è titubante, perchè, pensa, con un figlio la vita non è più la stessa!  La Elastigirl, lo spiega bene, la vita non è più la stessa, ma è arrichita!

"ma tu, da quando sei diventata mamma, sei cambiata?"
"io? boh"
"dai, rifletti. sei cambiata o no?"
cambiata?
ho imparato a maneggiare cacca e vomito senza cadere in pezzi per l'orrore, ho imparato a non dormire per un tempo infinito e poi andare in ufficio e dire 'buongiorno a tutti', fingendo di avere conservato il senno, ho imparato a fare il poliziotto buono e il poliziotto cattivo senza soluzione di continuità e ho imparato a tenere in mano vermi, ragni e bacherozzi senza scompormi.
(... continua)

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sabato, 30 maggio 2009

Cazzeggio anch'io!

Trovato da Viv, e siccome mi sono divertita, ve lo giro! Ho notizie nuove, ma non il tempo . . . troppo da fare, come si dice qui sotto!

Dicono che tutti i giorni dobbiamo mangiare una mela per il ferro e una banana per il potassio.
Anche un'arancia per la vitamina C e una tazza di the verde senza zucchero per prevenire il diabete.
Tutti i giorni dobbiamo bere due litri d'acqua (sì, e poi pisciarli, che richiede il doppio del tempo che hai perso per berli).

Tutti i giorni bisogna bere un Actimel o mangiare uno yogurt per avere gli 'L.Casei Defensis', che nessuno sa bene che cosa cavolo sono però sembra che se non ti ingoi per lo meno un milione e mezzo di questi bacilli (?) tutti i giorni inizi a vedere sfocato.

Ogni giorno un'aspirina, per prevenire l'infarto, e un bicchiere di Vino rosso, sempre contro l'infarto ed un altro di bianco, per il sistema nervoso, ed uno di birra, che già non mi ricordo per che cosa era.
Se li bevi tutti insieme, ti può dare un'emorragia cerebrale, però non ti preoccupare,perché non te ne renderai neanche conto.

Tutti i giorni bisogna mangiare fibra. Molta, moltissima fibra, finché riesci a cagare un maglione. Si devono fare tra i 4 e 6 pasti quotidiani, leggeri, senza dimenticare di masticare 100 volte ogni boccone.
Facendo i calcoli, solo per mangiare se ne vanno 5 ore.
Ah, e dopo ogni pasto bisogna lavarsi i denti, ossia dopo l'Actimel e la fibra lavati i denti, dopo la mela i denti, dopo la banana i denti... e così via finché ti rimangono 3 denti in bocca, senza dimenticarti di usare il filo interdentale, massaggiare le gengive, il risciacquo con Listerine...

Bisogna dormire otto ore e lavorare altre otto, più le 5 necessarie per mangiare, 21. Te ne rimangono 3, sempre che non ci sia traffico.

Secondo le statistiche, vediamo la tele per tre ore al giorno.

Già, non si può, perché tutti i giorni bisogna camminare almeno mezz'ora (attenzione: dopo 15 minuti torna indietro, se no la mezz'ora diventa una).
Bisogna mantenere le amicizie perché sono come le piante, bisogna innaffiarle tutti i giorni. E anche quando vai in vacanza, suppongo.
Inoltre, bisogna tenersi informati, e leggere per lo meno due giornali e un paio di articoli di rivista, per una lettura critica.

Ah!, si deve fare l'amore tutti i giorni, però senza cadere nella routine: bisogna essere innovatori, creativi, e rinnovare la seduzione.
Bisogna anche avere il tempo di spazzare per terra, lavare i piatti, i panni, e non parliamo se hai un cane o ... dei FIGLI???
Insomma, per farla breve, i conti danno 29 ore al giorno.

L'unica possibilità che mi viene in mente è fare varie cose contemporaneamente: per esempio: ti fai la doccia con acqua fredda e con la bocca aperta così ti bevi i due litri d'acqua. Mentre esci dal bagno con lo spazzolino in bocca fai l'amore (tantrico) col compagno/a che nel frattempo guarda la tele e ti racconta, mentre tu lavi per terra.
Ti è rimasta una mano libera?? Chiama i tuoi amici! E i tuoi genitori. Bevi il vino (dopo aver chiamato i tuoi ne avrai bisogno). Il BioPuritas con la mela te lo può dare il tuo compagno/a, mentre si mangia la banana con l'Actimel, e domani fate cambio.
Però se ti rimangono due minuti liberi, invia questo messaggio ai tuoi Amici (che bisogna innaffiare come una pianta).
Adesso ti lascio, perché tra lo yogurt, la mela, la birra, il primo litro d'acqua e il terzo pasto con fibra della giornata, già non so più cosa sto facendo ... però devo andare urgentemente al bagno. E ne approfitto per lavarmi i denti....

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mercoledì, 13 maggio 2009

Simpatia

Ricevo da Diggiu, un premio davvero simpatico, la ringrazio  e mi preparo a rilanciare ad altri 

Poche e semplici, le regole del gioco. Consistono nel raccontare una barzelletta o un aneddoto, oltre a nominare altri cinque simpatici  tra i propri contatti.

Così sui due piedi, oltre alla Diggiu, mi vengono in mente questi:

Viviana  (grinta, impegno, gioia di vivere e risata contagiosa)
Seaweeds (simpatia e ironia, cinema e musica e molto altro . . . )
Milady de Winter (i problemi di scuola, raccontati con ironia)
Simone  (di poesie, di pittura, di cinema. di tutto, di più . . .)
Delphine (un po' di romanticismo, un po' di realismo. . . molto come me)

Ce ne sarebbero ancora tanti, alcuni, sono contrari a queste "catene"; alcuni li ho già ampiamente segnalati, e poi, con questa regola che mi impone di sceglierne solo 5 . . . comunque, questi sono liberi di continuare o meno questo "gioco catena".

Adesso, come da regolamento, un aneddoto . . . una storia che avevo promesso, da tempo a Cautelosa.

"Un giorno, era alla superiori,  rientra la figlia grande da scuola per il pranzo, si fionda alla libreria, prende un libro, lo sfoglia di corsa ed esclama: “Accidenti, lo sapevo, e adesso come faccio?”
Come ogni mamma, mi preoccupo, e mi faccio spiegare cosa è successo . . . durante la lezione di  Italiano, c’era stata l’interrogazione scritta. Alla domanda: “Che lavoro faceva il padre di Calvino!” Nessuno sapeva la risposta,  solo mia figlia, ricordava di aver letto qualcosa, ci pensa e ci ripensa, si ricorda di aver letto che era “Capo della stazione . . .” per cui, tranquilla scrive e suggerisce a tutta la classe “ferroviere”, poi, sulla strada di casa, le vengono i dubbi, confermati dalla lettura della biografia sul libro, il qui pro quo è successo perché dopo “stazione” il testo andava a capo, c’era scritto dell’altro: "sperimentale di agricoltura, all'Avana", ma era nella riga sotto, e così, nell’ansia del momento, a scuola il ricordo è stato parziale!
Dopo qualche giorno, la Professoressa riconsegna i compiti, e sorridendo, dice: “ Cè una domanda a cui avete risposto tutti con lo stesso errore, vorrei sapere da chi è partito il suggerimento, ma soprattutto, come vi è venuto in mente che il padre di Calvino fosse “ferroviere”!”
Rossa di vergogna, la figlia alza la mano! Perdonata, perché era l’unica che, almeno, aveva letto il libro"

 

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venerdì, 08 maggio 2009

Sì alla vita

 

Eccomi, per rispondere all'appello di Vivana, ribadisco che non voglio convincere nessuno.
Che sono cose in cui credo, e penso che siano ampiamente condivise, come i tre Sì e i tre No, che ci vengono suggeriti dal
manifesto "liberi per vivere"

tre grandi SÌ:

alla vita
alla medicina palliativa
ad accrescere e umanizzare l’assistenza ai malati e agli anziani

e tre grandi NO:

No all’eutanasia
No all’accanimento terapeutico
No all’abbandono di chi è più fragile



Per sentire anche altri racconti di vita vissuta . . .leggi qui



Chi ha avuto in casa un malato, con un tumore allo stadio terminale, un disabile, o un famigliare con la demenza di Alzheimer, sa quanto è dura, ma, nello stesso tempo, si deve sapere che, come ho letto da Cuoredipizza:

«...Le circostanze non sono neutre, non sono cose solo da sopportare, stoicamente, sono parte della nostra vocazione, della modalità con cui Lui ci chiama, ci sfida ci educa, con cui Dio, il Mistero buono ci chiama oggi.

Per noi queste circostanze hanno tutto lo spessore di una chiamata, perciò sono parte del dialogo di ciascuno di noi con il Mistero presente...»

[Don J. Carròn - Rimini, venerdì 24 aprile 2009, sera]

Credo che siano parole che possono essere condivise anche da chi non crede in Dio!



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categorie: vita, amicizia, gioia, blog amici
venerdì, 17 aprile 2009

Dialettando, mi diverto

Dialetti delle zone delle  Marche Sud
Freché, bambino; frechéne, bambina; freché e frechéne, con una sfumatura di i nella é ove la voce posa, ad Acquaviva e Monteprandone; frechì e frechìne, con una sfumatura di é che va man mano illanguidendo avvicinandosi all'ascolano, a Ripatransone, Monsampolo, Spinetoli, Colli, Castorano, Castel di Lama, Offida, Cossignano e Rotella; fricu e frica a Grottammare, Montedinove, Cupramarittima, Massignano, Campofilone, Pedaso, Montefiore e Carassai (a Cupra, in luogo di frica usato anche frechìne). Ad Ascoli frechì e frechìne.
Bambini: figli, nipoti, la speranza del mondo, la vita che continua!


Arevócce, dice il popolo per dire pioppo (populus alba), lett. 'alberello'. Ma sembra impossibile che il primo nome sia solo corruzione dell'ultimo. È probabile che invece sia una ricostruzione della pronuncia dialettale del secondo su un nome più antico: su aravicelos 'pinaster', che la Treccani ci assicura nome ligure. Ad Ascoli piuppe. Nell'area ove prevalentemente si riscontra la u finale e gravitante su Fermo e Macerata, arbucciu.


Questo, è, tra gli alberi quello che mi piace di più! E mi ha sempre fatto sorridere che qui, sulla Costa, lo chiamino semplicemente "alberello", infatti raggiunge misure importanti (per saperne di più).
Lo si usa, in questa zona, il 1° maggio (sospetto un'origine celtica), tagliato e ornato di una bandiera (adesso rossa, per assonanza alla festa politica), piantato in cima alle colline.

Framéche, briciola (cfr. lat. misca); framéche ad Acquaviva, Monsampolo, Montalto: framica a Cupra e Montefiore.
Quasi con lo stesso significato, anche Mejéche: significa sia mollica che briciola; così anche ad Acquaviva e Monteprandone. Mijèche a Grottammare, mijìca a Cupra, mujìca a Campofilone e Montefiore; mijica a Castignano.

Siccome oggi, sono un pocchetto (nà mejechetta) impegnata, ho copiato qualche post che ho lasciato sul blog "dialetticom".  Un blog da scoprire!

postato da: fiordicactus alle ore 09:24 | link | commenti (14) | commenti (14)
categorie: bambini, dialetto, allegria, briciole, pioppo, blog amici

Chi sono

Utente: fiordicactus
Una persona normale, che sogna un mondo migliore, che vive una vita reale . . . ATTENZIONE ! ! ! Questo blog, va letto, sempre con un sorriso, come con un sorriso, lo scrivo . . . Grazie :-) !!!! AVVISO Questo blog e' un prodotto amatoriale e non editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001. Premesso che tutto il materiale pubblicato su Internet e' di dominio pubblico, se qualcuno riconoscesse proprio materiale con copyright e non volesse vederlo pubblicato sul blog, non ha che da darne avviso all'autrice del blog! Sarà subito eliminato. Si sottolinea inoltre che cio' che e' pubblicato sul blog e' a scopo di divertimento e chiacchiere! Sicuramente non di lucro!!!



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