E' lunedì e si sa, il lunedì è difficile riprendere il ritmo! Ma vi devo raccontare di ieri:
. . . sabato sera, vista la mole dei bagagli, la Carrie col trasportino, la malinconia della FigliaPiccola . . . l'Uomodellamiavita ha deciso che la domenica avremmo acompagnato FigliaPiccola, Carrie e bagagli a Roma.
Avendo il Figlio un impegno per buona parte della giornata, era logico portarci dietro la piccola Bella, la cucciolina che la FigliaPiccola ci ha regalato e che ancora mangia 3 volte al dì.
Una telefonata ad una famiglia SPECIALE ci ha dato l'opportunità di fare un Post Scriptum delle vacanze, in un atmosfera rilassata, in compagnia di persone che dal web si sono travasate nel reale senza perdere il loro smalto, in una location splendida, con sole e brezza adeguati, ma specialmente . . . circondati da 6 simpatici "pensierini".

questi sono i "pensierini", visti dalla UPI
(cliccare qui, per vedere la vignetta nel migliore dei modi. Io l'ho dovuta "restringere")
Vi metto alcune foto . . . di ieri, che spero vi divertano!

"Bella", la new entry di casa . . . da dove viene questo nome??? Chi indovina?

Torna a casa . . .Carrie! Dopo le vacanze in campagna, l'aspetta la Capitale!

Il Drago . . . creazione di uno dei Pensierini! Qui non si vede, ma schiacciando un bottoncino, gli si illuminano gli occhi!

In viaggio, sono riuscita ad "attaccare", ben 2 file di "piastrelle"

. . . e stamattina, ho provato come potrebbe essere il bordo! ;-)
Stamattina ho letto, in modo molto casuale, il piccolo commento di un amico su Facebook e qualche minuto dopo, un post intero di un altro amico, sul suo blog . . . mi è sembrato, come se uno fosse la risposta adeguata all'altro . . . perciò, ho deciso di copiarli, tutti e due, per ricordarmi e se volete ricordarvi, che la vita, la storia minima di ogni giorno, di ognuno di noi, è importante come e forse più, di tante notizie che ci "sbattono" in faccia tutti i giorni i mass media!
Da facebook (copiato tale e quale, senza censura) :
"A.M. : me ne fotto!
Fiordicactus: Mo' che sarà successo???
A.M. niente di particolare sono amorfo col mondo esterno.
Me ne fotto del funerale di tizio, delle cazzate di caio e delle minchiate di sempronio, me ne sto in casa col L**** a distrug...ehmn...a giocare"
Dal blog-amico (copiato tale e quale, senza censura) :
"Quel che ci parla, mi pare, è sempre l'avvenimento, l'insolito, lo straordinario: articoli in prima pagina su cinque colonne, titoli a lettere cubitali. I treni cominciano a esistere solo quando deragliano, e più morti ci sono fra i viaggiatori, più i treni esistono; gli aerei hanno diritto di esistere solo quando sono dirottati; le macchine hanno come unico destino quello di schiantarsi conto i platani: cinquantadue week-end all'anno, cinquantadue bilanci: tanti sono i morti e tanto meglio per l'informazione se le cifre non fanno che aumentare! Dietro a un avvenimento ci deve essere uno scandalo, un'incrinatura, un pericolo, come se la vita dovesse rivelarsi soltanto attraverso lo spettacolare, come se l'esemplare, il significativo, fosse sempre anormale: cataclismi naturali o sconvolgimenti storici, conflitti sociali, scandali politici...
Nella precipitazione che abbiamo di misurare lo storico, il significativo, il rivelatore, non dimentichiamo però l'essenziale: ciò che è davvero intollerabile, veramente inammissibile: lo scandalo non è il grisou, è il lavoro nelle miniere. Il «malcontento sociale» non è «preoccupante» durante lo sciopero, è intollerabile ventiquattr'ore su ventiquattro, trecentosessantacinque giorni all'anno.
I maremoti, le eruzioni vulcaniche, i grattacieli che crollano, gli incendi boschivi, le gallerie che sprofondano, Publicis che brucia e Aranda che vuota il sacco! Orribile! Terribile! Mostruoso! Scandaloso! Ma dov'è lo scandalo? Il vero scandalo? Il giornale non ci ha detto altro che: state tranquilli, ecco la prova che la vita esiste, con i suoi alti e bassi, ecco la prova che qualcosa succede pur sempre.
I giornali parlano di tutto, tranne che del giornaliero. I giornali mi annoiano, non mi insegnano niente; quello che raccontano non mi riguarda, non mi interroga né tanto meno risponde alle domande che mi pongo o che vorrei porre.
Quello che succede veramente, quello che viviamo, il resto, tutto il resto, dov'è? Quello che succede ogni giorno e che si ripete ogni giorno, il banale, il quotidiano, l'evidente, il comune, l'ordinario, l'infra-ordinario, il rumore di fondo, l'abituale, in che modo renderne conto, in che modo interrogarlo, in che modo descriverlo?
Interrogare l'abituale. Ma per l' appunto ci siamo abituati. Non lo interroghiamo, non ci interroga, non ci sembra costituire un problema, lo viviamo senza pensarci, come se non contenesse né domande né risposte, come se non trasportasse nessuna informazione. Non è neanche più un condizionamento, è l'anestesia. Dormiamo la nostra vita di un sonno senza sogni. Ma dov'è la nostra vita? Dov'è il nostro corpo? Dov'è il nostro spazio?
Come parlare di queste "cose comuni", o meglio, come braccarle, come stanarle, come liberarle dalle scorie nelle quali restano invischiate; come dar loro un senso, una lingua: che possano finalmente parlare di quello che è, di quel che siamo.
Forse si tratta di fondare finalmente la nostra propria antropologia: quella che parlerà di noi, che andrà cercando dentro di noi quello che abbiamo rubato così a lungo agli altri. Non più l'esotico, ma l'endotico.
Interrogare quello che ci sembra talmente evidente da averne dimenticata l'origine. Ritrovare qualcosa dello stupore che potevano provare Jules Verne o i suoi lettori di fronte a un apparecchio capace di riprodurre e trasportare i suoni. Perché è esistito, questo stupore, e con esso, migliaia d'altri, che ci hanno plasmato.
Ciò che dobbiamo interrogare, sono i mattoni, il cemento, il vetro, le nostre maniere a tavola, i nostri utensili, i nostri strumenti, i nostri orari, i nostri ritmi. Interrogare ciò che sembra aver smesso per sempre di stupirci. Viviamo, certo, respiriamo, certo; camminiamo, apriamo porte, scendiamo scale, ci sediamo intorno a un tavolo per mangiare, ci corichiamo in un letto per dormire. Come? Dove? Quando? Perché?
Descrivete la vostra strada. Descrivetene un' altra. Fate il confronto.
Fate l'inventario delle vostre tasche, della vostra borsa. Interrogatevi sulla provenienza, l'uso e il divenire di ogni oggetto che ne estraete.
Esaminate i vostri cucchiaini.
Cosa c'è sotto la carta da parati?
Quanti gesti occorrono per comporre un numero telefonico? Perché?
Perché non si trovano le sigarette in drogheria? Perché no?
Poco m'importa che queste domande siano frammentarie, appena indicative di un metodo, al massimo di un progetto. Molto m'importa, invece, che sembrino triviali e futili: é precisamente questo che le rende altrettanto, se non addirittura più essenziali, di tante altre attraverso le quali abbiamo tentato invano di afferrare la nostra verità. "
George Perec, 1973
Da Georges Perec, L’infra-ordinario, Bollati Boringhieri, 1994, pp. 11-14, traduzione di Roberta Delbono
Visto che non sapevo chi fosse questo Monsieur Perec, ho cercato notizie, eccole qui.
Eccomi, per rispondere all'appello di Vivana, ribadisco che non voglio convincere nessuno.
Che sono cose in cui credo, e penso che siano ampiamente condivise, come i tre Sì e i tre No, che ci vengono suggeriti dal manifesto "liberi per vivere"
«...Le circostanze non sono neutre, non sono cose solo da sopportare, stoicamente, sono parte della nostra vocazione, della modalità con cui Lui ci chiama, ci sfida ci educa, con cui Dio, il Mistero buono ci chiama oggi.
Per noi queste circostanze hanno tutto lo spessore di una chiamata, perciò sono parte del dialogo di ciascuno di noi con il Mistero presente...»
[Don J. Carròn - Rimini, venerdì 24 aprile 2009, sera]
Credo che siano parole che possono essere condivise anche da chi non crede in Dio!
Dedicato a tutte le vittime del terremoto Abruzzese
dal blog di un amico abruzzese
Nessun uomo è un'isola
Nessun uomo è un'isola,
completo in se stesso;
ogni uomo è un pezzo del continente,
una parte del tutto.
Se anche solo una zolla
venisse lavata via dal mare,
l'Europa ne sarebbe diminuita,
come se le mancasse un promontorio,
come se venisse a mancare
una dimora di amici tuoi,
o la tua stessa casa.
La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce,
perché io sono parte dell'umanità.
E dunque non chiedere mai
per chi suona la campana:
suona per te.
John Donne - Meditation XVII

47. Chi speri assolutamente che risponda?
Chi lo farà, per simpatia, con ironia e gioia.
Adesso, fate voi! Se volete, se non volete, liberi di scegliere! ;-)
I malati di cancro che si assentano dal lavoro per sottoporsi ad interventi chirurgici o trattamenti medici o radioterapici sono sottoposti alla visita fiscale. Questo significa che se non si trovano in casa negli orari stabiliti scattano, come per tutti i lavoratori,i le sanzioni previste dall’Inps (perdita totale dell’indennità di malattia per i primi dieci giorni) e le sanzioni economiche di natura non contrattuale da parte del datore (mancata erogazione della quota a suo carico dell’indennità di malattia e i provvedimenti disciplinari per assenza ingiustificata) e si può arrivare perfino al licenziamento se l'assenza alla visita è reiterata.
Un malato di cancro può non essere in grado di lavorare, ma può essere e spesso è, in grado di uscire. Il cancro, poi, è una malattia che deprime moltissimo il paziente. L'obbligo a restare chiuso in casa aggrava ulteriormente questo stato.
Se aggiungiamo poi che a volte un malato di cancro è un lavoratore "scomodo" per il datore di lavoro, il rischio è che si creino ancora più alibi per una purtroppo non rara discriminazione.
La discezionalità sulla visita fiscale è lasciata ai singoli uffici INPS. Alcuni consentono l'esonero, dopo un complesso iter burocratico, altri dicono (ma non autorizzano) che per i malati di cancro non eseguono le visite fiscali, altri ancora non sentono ragioni ed obbligano a rimanere in casa.
Per questi motivi Ilcestodiciliege promuove una raccolta di firme affinchè la visita fiscale per i malati di cancro sia ABOLITA.
Collegatevi al sito del cesto www.ilcestodiciliege.it, scaricate il modulo in formato pdf per la raccolta di firme , compilatelo, raccogliete adesioni anche presso i vostri amici e parenti, poi inviatelo, via fax o via mail (dopo averlo scannerizzato) ai recapiti del Cesto, che trovate in testa al modulo.
Il 6 di questo mese è tornato alla casa del Padre, don Cesare Bonicelli.
Don Cesare era una di quelle persone che fanno parte della mia storia. L'ho sempre visto, fin da piccola, parlare con mio padre e i suoi amici, quando c'erano occasioni di incontri o cerimonie scouts. Era un'amicizia, la loro, nata in epoca lontana, quando erano stati scouts insieme. Suo fratello è stato il nostro "dottore", fin quando siamo stati a Bergamo.
Quando passava, per andare e tornare a/da San Severo di Foggia, se aveva tempo, si fermava volentieri, un'oretta qui da noi, accompagnato da sua sorella, per chiacchierare dei tempi andati e delle novità, con mio padre e mia madre, e al citofono si annunciava semplicemente così: "Sono don Cesare!".
Vi chiederete, perchè oggi? Perchè avevo già letto gli articoli on line come di una persona che si conosce. Ma oggi, mio padre mi ha portato i giornali, arrivati da Bergamo, e leggendo gli articoli, ho trovato quei nomi, che ho sentito pronunciare tante volte con la confidenza di un'amicizia nata anni e anni fa. Nella pagina dei necrologi, tra i tanti ho trovato quello delle "guide", ho letto i nomi, di quelle che, allora, erano le "mie coccinelle" e mi sono ricordata di tante cose!

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». [...] Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».
Giovanni (2,13-25)
Un appello, una preghiera per Gianmarco che stamattina mattina sarà operato alla spina dorsale. Giammarco è uno dei ragazzi di Firenze, vittime di un pauroso incidente, quello di cui parlavo ieri. L'incidente dove è morta una allieva della mia amica Nihil.
Tra i commenti di ieri, c'era una richiesta di Daniele, oggi, ve la segnalo! Se volete, seguite l'iniziativa del RockPoeta, a favore di una madre: "Non lasciamola sola" è il post, se passate da lui, tutte le informazioni!
Qualche mese fa, leggo su un quotidiano parlando della crisi economica, agli inizi "Non sarà un nuovo '29!" . . . qualche setimana dopo: "il periodo peggiore, paragonabile alla crisi del '30!" .
Adesso, dicono: "Non c'è da preoccuparsi, abbiamo stoccaggi del gas per molto tempo!" . . . che dite, andiamo a raccogliere un po' di legna? Così, giusto per sicurezza! Non si sa mai!
Poi, distrattamente, mentre cucini, ascolti il TG, e ti chiedi se il mondo è diventato improvvisamente matto . . .
Già qualche tempo fa, un sardo che (in Germania) picchiava e teneva segregata la compagna, ha avuto le attenuanti, perchè, essendo sardo, secondo il giudice, aveva queste "abitudini culturali". . . come se quelli che picchiano le loro donne fossero solo i sardi!
Nei giorni scorsi, un giudice italiano, concede le attenuanti al rumeno che uccise una signora a Roma, vi ricordate? Perchè? . . . Perchè lui era ubriaco e perchè lei si è difesa! Ricordiamoci, per piacere, lasciamo fare, ai ladri, agli stupratori, ai rapinatori . . . non ci difendiamo, altrimenti, se capita qualcosa, è colpa nostra!
Ieri sera, sento che un sindacato ha proposto di boicottare (a causa del conflitto a Gaza) i negozi degli ebrei, italiani . . . ! Spero di aver capito male io!
Ci sarà almeno una bella notizia???
Andiamola a cercare . . . ho trovato "Scienziati italiani trovano
la radice delle leucemie", che, mi pare una BELLA NOTIZIA, tenendo conto dell'argomento, e del fatto che è frutto dello studio italiano!
Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: "Dov`è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo".
Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s`informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia.
E tu, Betlemme, terra di Giuda,
Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele.
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l`avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch`io venga ad adorarlo".
Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.
Matteo (2,1-12)

La sacra famiglia (trovato da l'asino e il cammello che ringrazio)

I Re Magi (con l'aiuto di Google)
Ecco, è finito il Presepio, io, come da tradizione famigliare, lo disfo domenica prossima! Ancora, per questi giorni, mi godo la rappresentazione di quel evento . . . dove gli angeli (ops . . . gli angeli sono rimasti nella scatola?) ci invitano alla pace . . . almeno, agli uomini di buona volontà!
Se vi siete persi il Presepe, potete vederlo, partendo da qui, poi qui, a seguire qua, e ancora qua, e in fine questo
Vi ringrazio per la pazienza e l'assiduità!
Volevo incominciare l'anno con alcune storie sui mie figli, da piccoli, ma ho pensato che possono aspettare!
Copio incollo dal blog di una donna, coraggiosa ed obbiettiva che vive in Israele . . . una donna che, come tutte noi, soffre per il pensiero dei civili, di ambedue le parti, che soffrono in questo nuovo conflitto! Non vi metto il link, perchè c'è gente veramente ignorante che poi, va e scrive cattiverie! Di cui, non si sente il bisogno!
"Stasera, invece di raccontare del nono giorno di guerra, vi racconterò delle sorelle di Henye, il premier di Hamas.
A qualche chilometro dalla città Beer Sheva in Israele, c'è il villaggio beduino di Tel Sheva "Chiedo a tutti di smettere di sparare, anche a Hamas". Chi ha pronunciato queste parole è una delle tre sorelle israeliane di Ismail Henye, il leader di Hamas, che vive con il marito e dieci figli a Tel Sheva. Nello stesso villaggio, a parte Halida Abu Rakik di 59 anni, vive anche la seconda sorella, Leila Abu Rakik di 58 anni, vedova, madre di otto figli e Zavaah Henye di 42 anni senza figli. Tutte e tre hanno la carta d'identità azzurra, cioè sono di cittadinanza israeliana.
Qualche decina di anni fa le tre sorelle si sono sposate con beduini di cittadinanza israeliana che nel 1986 si sono installati con le loro tribù a Tel Sheva. Per legge, in qualità di mogli di cittadini israeliani, dopo un certo tempo hanno ricevuto la nazionalità israeliana. Lo scoppio dei razzi caduti nei dintorni di Beer Sheva si è sentito benissimo dal villaggio di Halida: "La situazione qui non è buona. I bambini sanno che adesso c'è la guerra a Beer Sheva e a Gaza. Noi abbiamo paura dei razzi, ma siamo impotenti, bisogna smettere questa guerra. Hamas deve smetterla di lanciare razzi su Beer Sheva , ma anche Israele deve smetterla di attaccare Gaza. Se qui i bambini hanno paura, allora, sicuramente, anche i bambini di Gaza soffrono molto".
Halida non sa l'ebraico, la figlia Hanan di 33 anni ha tradotto la conversazione.
In Israele vivono nelle tribù beduine del sud quindici mila donne nate e cresciute nella striscia di Gaza.
Realtà israeliane, realtà palestinesi.
Caro Diario,
eccomi finalmente qui, passata la grande ondata delle Feste di Natale, a raccontarti le cose più importanti di questi giorni . . .
La sera della vigilia, sono tornata a casa verso le 20,00 . . . avevo lasciato le mie istruzioni all'Uomo della mia vita (io al pomeriggio lavoravo, lui no!). Una di queste era: "leggi la ricetta sul giornale, e fai come è scritto lì", risultato su due piatti di pesce, ne abbiamo mangiato uno solo, quello che: "c'è solo da accendere il forno". . . ma dopo un piatto di risotto di mare, ci è bastato abbondantemente (avendo io già mangiato un po' del mio fegato)!
Il giorno di Natale, passata la mattina come gli assistenti di Babbo Natale, a preparare pacchetti e pachettini! Siamo andati a Messa, e ci siamo trovati in un punto dove c'erano famigliole, con un figlio o due in età scolare, e noi, l'Udmv, il nostro "bambino" con tanto di barba, ed io, . . . commovente! Nella chiesa che più piena non si poteva, un frate ha cantato, "a cappella", tutte le strofe della canzone "Astro del ciel" bravissimo, senza nemmeno un'esitazione!
Una scappata dal fratello dell'Udmv, Per scambio di doni . . . mia cognata mi dice che il regalo per me ce l'ha, ma siccome non è convinta, non me lo da . . me lo darà! Io regalo alle bis nipoti, il CD alla cui preparazione ha collaborato Giorgetto!
Per il pranzo siamo stati invitati dalla figlia grande, . . . che ha sempre criticato le nonne perchè cucinavano "le solite cose di Natale" perchè facevano "porzioni troppo abbondanti" . . . e che, almeno questa volta, è caduta negli stessi vizi! . . .
Pomeriggio, una scappata in visita alla figlia putativa, che, causa strapazzi dei preparativi, e del cucinare, era ferma a letto, perchè, ormai manca qualche settimana al parto, e aveva mal di schiena . . .
Poi, tutti dal fratello piccolo . . . in attesa che arrivassero gli altri, nella migliore tradizione, abbiamo guardato un film per famiglie, in TV c'era: "Come d'incanto" scelta felice, non volava una mosca!
Dopo, quando sono arrivati tutti, (tutti reduci dai pranzi pantagruelici con le rispettive suocere, cognati e cognate, nipoti!) abbiamo fatto una recita estemporanea e frammentata (ognuno una parte) della poesia "La notte Santa" di Gozzano . . . lo scambio dei regali, con una confusione di carte, nastri e fiocchi, qualche sorriso, qulalche delusione . . . telefonate comulative, prima al nonno e poi alla figlia piccola, che hanno festeggiato da un'altra parte d' Italia . . .
Dopo una certa ora proposto un bel brodo caldo, rifiutato . . . proposti dei crostini con la spuma di prosciutto, finita in quattro e quattr'otto!
A Santo Stefano, il fratello piccolo doveva partire con la famiglia e il camper . . . dopo un bel po' di telefonate fra i due capi famiglia . . . problemi di batteria e di contatti elettrici . . . proprio mentre metto la tovaglia, sento dire "Va bene, vieni qui . . ." Quando sono arrivati, ho semplicemente aggiunto un po' di brodo alla pentola dove già stava scaldandosi . . . qualche piatto in più sul tavolo, la cognata ha portato in casa i pacchetti con i suoi avanzi di Natale, io, ho tolto dal frigor la ciotola di scorta della spuma di prosciutto ed ecco, pronto un pranzo degno del giorno dopo Natale, per finire . . . panettone, torrone, spumante!
Verso le 17 se ne tornano a casa loro, la partenza è rimandata a domani . . . noi due, l'Udmv ed io, riusciamo ad andar dall'altra nipote con bambini piccoli, ai quali regalo l'altro CD di "Ciò che c'è", loro lo ascoltano subito . . . Passiamo anche dalla cognata (sorella dell'Udmv) che, bontà sua, ogni anno mi regala un bel "fristingo" . . . che Natale è senza il "fristingo"?
Ma la cosa più divertente del giorno di Santo Stefano, è stato, quando, al momento della cena, ho pensato ad una persona, e ho detto all'Udmv, "Adesso lo chiamo e gli dico che ho un fristingo, da 1.600 grammi . . . mentre prendo il telefonino . . . "Driiiiiinnnnnnnn", rispondo ed era lui, il mio quasi gemello che, essendo nelle Marche ci invitava ad andare a trovarlo, sù, verso la fine della regione . . . dopo un paio di spiegazioni al mio "autisto" tutto concordato per il giorno dopo!
Ed eccoci, caro diario, a ieri, sabato di "ponte" mattinata di lavori in casa, lava i panni, stendi, riordina, e sopprattutto, un giro in ricicleria con vetro, carta, plastica e lattine, accumulata nell'ultimo mese . . . telefonata del fratello che conferma che è arrivato di là degli Appennini, senza grandi problemi . . . Pranzo, caffè e poi, partenza verso la provincia di Pesaro . . . otttimizzando il viaggio, ci siamo fermati una mezz'oretta presso la Santa Casa di Loreto, recitato una preghiera per parenti, amici e conoscenti, un ringraziamento per l'anno trascorso, che benchè "bisesto e funesto" è passato e in famiglia c'è ancora amore, allegria e armonia!
Arriviamo e saliamo in paese che è buio e nevica . . . grazie al telefonino dopo poco arriva Factum ad accompagnarci dove è casa sua, conosco finalmente sua moglie e la figlia . . . un po' di chiacchiere, sui blogs, sui bloggers, sulla famiglia e le solite cose . . . facciamo un giro per il paese, che vi consiglio (se volete notizie, io sono qui) e poi, andiamo a cena . . . è bello stare insieme, qualche chiacchiera ancora, a casa loro, e poi, la partenza.
Sull'Autostrada segnalazioni di possibili nevicate, meno male che non se n'è vista molta di neve, mentre ci passavamo, perchè tra i camion che sono ripartiti, la strada che è un cantiere continuo . . . la neve, non ci serviva proprio!
Siamo stati proprio contenti da aver rivisto un amico e conosciuto la sua famiglia!
E questo mi ha portato a riflettere sul fatto che tutti quelli che mi conoscono, se appena accenno al fatto che scrivo e leggo i blogs, pensano che sia un richiudersi, un perdere qualcosa in termini di rapporti umani . . . mentre per me, è proprio il contrario! Ma questa, come si dice "è un'altra storia"!
Adesso, scappo, ce ne ho di cose da fare . . . non posso perdere tempo col Pc, altrimenti, magari, mi staccano la connessione! In certe cose, i miei uomini sono fermi al Medioevo, la mamma, deve fare la "MAMMA", non la cyber-mamma
Natale
E' nato il Bambin Gesù!
E' nato per tutti noi!
Per tutti gli uomini di buona volontà!
A tutti voi, auguri di Pace e Serenità!
![]()
Il bue ha muggito piano, l'asina ha sbatacchiato forte le orecchie.
È stato un applauso di bestie il primo benvenuto al mondo di Ieshu, figlio mio.
Non ho chiamato Iosef. Gli avevo promesso un figlio all'alba ed era ancora notte.
Fino alla prima luce Ieshu è solamente mio.
È solamente mio: voglio cantare una canzone con queste tre parole e basta.
Stanotte qui a Bet Lèhem è solamente mio.
è una citazione da Erri De Luca, In nome della Madre, pagina 66 e seguente.
Per il testo, la nascita del figlio di Dio dal punto di vista di Sua Madre, Maria . . . ringrazio DonMario
E quasi ci siamo . . . manca solo dove accoglierla questa Sacra Famiglia . . . nella Capanna o nella Grotta?

La Capanna

La Grotta
Un po' di musica per ricreare l'atmosfera
Se volete vedere tutto il presepio (virtuale), dovete andare indietro, in cerca di tutti gli elementi! Qui è l'inizio e poi, qui c'è un po' di gente . . . altra roba ancora qui e, infine tutti questi pastori
Logicamente per il resto del Presepe virtuale, guardate gli ultimi post . . . vi metto i link . . . Qui, qua e ancora qua

Il pastore e il suo gregge
gregge e pastori tra le colline del Monferrato (*)

"Giovani o anziani, ti catturano con i loro aneddoti, le loro storie"
Piero il pastore al colle del Nivolè in una piovosa e gelida giornata estiva (*)

"Quante volte ho chiesto: "Ma se ti manca una pecora, te ne accorgi?""
Titti e Flavio riconducono all'ovile le pecorelle smarrite a Bardonecchia (*)

"I miei ovini... mangiate, ovini, mangiate! Chi altri parla alle pecore così? La pianura... Lui giù soffoca, su in alto sta bene, solo. Ma non sono mai solo, ci sono le mie bestie!"
il Pastore con i suoi cani in alpeggio... colui che ha fatto nascere in me l'amore per questo mondo! (*)

"Però ci sono quelle giornate in cui il pastore magari preferirebbe avere un tetto sopra alla testa."
primi giorni di alpeggio a Bardonecchia, nel mese di maggio (*)

Questo è proprio un "Buon Pastore", come viene rappresentato in statuette e quadri . . .
...l'avevo detto a Titti che quella era proprio una scena da Presepe!!! Il pastore porta a spalle l'agnello zoppo tra i pioppeti lungo il Po nell'Alessandrino (*)

Pecore, pecore, pecore . . .da disporre nel Presepe, come meglio credete!
le pecore vengono condotte alla tosatura in alta Valle di Lanzo (*)
Ecco qua i veri protagonisti del mio presepe . . . e pastori e le loro greggi! quando per motivi logistici, di spazio e/o di bambini piccoli piccoli, ero costretta a ridurre il presepe al minimo, c'era la capanna, e la sacra famiglia, l'angelo e un pastore con almeno tre pecorelle!
Oggi, ho "saccheggiato" (ma ce n'erano ancora tante e anche molto belle), il blog di
. . . un blog che parla di pastori e di pascolo vagante e che a una come me, che le pecore le vedeva passare davanti casa due volte all'anno e quando succedeva, restava affascinata senza curarsi della puzza, della polvere o degli insetti . . . leggere certe cose, fa scattare qualcosa dentro!
(*) Le didascalie in blu, sono dal commento di Blacksheep77, che le ha scattate . . .
quelle in arancione: tra le virgolette sono dal suo blog, le altre sono mie!