allegria | fior di cactus

se riesci a scansare le spine, trovi un cuore tenero
giovedì, 29 ottobre 2009

Anno Domini 2009

Ieri, nei panni della Buona Samaritana, accompagno dal Medico mia cognata, che ha la febbre e la tosse, ma non la patente. . . e siccome ultimamente è invalsa in certi medici la strana abitudine di non fare visite a domicilio, ma solo visite in studio, previo appuntamento (come se uno che sta male, potesse aspettare una data e un orario per la visita. Sich!), trovato il parcheggio per l'auto, sono salita con lei nello studio medico, convinta che mi sarebbe bastato il libro "anticoda" per scampare alla noia!

La sala d'attesa, molto soft, su un tavolino lungo e basso, una candela accesa, poltrocine nere di finta pelle, che scricchiolano ad ogni respiro, luci adatte a leggere il libro "anticoda", solo negli angoli estremi . . .  due persone che sono come zombi, guardano avanti fisso; due informatori farmaceutici, che ignorano tutto e chiacchierano fra di loro, mi salva dall'alienazione una breve e simpatica conversazione con un informatore farmaceutico, lì in veste di paziente, ma con abbigliamento "sospetto"
 Poi, entrato questi dalla Dottoressa, arriva un signore, che partendo dal fatto che, la giornata è soleggiata lui, essendo venuto in bici, non sente freddo, anzi . . . mentre io, dico, dopo ferragosto comincio a coprirmi perchè ho freddo, mi spiega che è tutto un fatto di testa, di pensarci . . . o che i miei, in età infantile, mi coprivano troppo e io penso a quel filmino dove si vede una Fiordicactus di 3 anni, camicia e maglioncino, la gonna , con molte pieghe, ma abbondantemente sopra il ginocchio, scarpe alte, da bambina appunto e calzettoni, un fuolard in testa, stile "MariaRosa" del Lievito B, e intorno, una distesa di neve.


L'attesa si protrae e la conversazione si sposta sulle nuove tecnologie, il mio interlocutore mi spiega che ormai, noi, di una certa età, siamo tagliati fuori, con questi computer e la nuove tecnologie, lui per esempio, si fa aggiustare l'ora sul l'orologio da suo nipote e non usa assolutamente il computer . . . faccio presente, sorridendo, che non per tutti è così, portando l'esempio di mio zio, che a 83 anni, riesce benissimo a gestire questo "malefico" Computer . . . "Mosche bianche" sentenzia lui, gente  che si diverte con quello, "IO . . . pronunciato prorpio così, maiuscolo . . . mi diverto con altro, esco, passeggio, incontro gente!", cerco di spiegare sempre con gentilezza, nel silenzio generale, mentre i due informatori farmaceutici hanno ceduto il posto ad altri pazienti in muta attesa, che ogni epoca ha avuto i suoi cambiamenti e c'erano le persone che li osteggiavano, quelle che non li capivano e quelle che li utilizzavano, come per esempio, appena dopo la guerra, persino al Nord, era difficile per le donne ottenere la patente,  era una cosa rara.
Allora il signore, che ho scoperto avere la veneranda età di 67 anni, forte del fatto che lui è stato per un po' di anni a Cuneo, parte con una filippica sull'evidente ed incontestabile superiorità del maschio, che ha sempre gestito i rapporti all'esterno della famiglia, col lavoro, (lavoro pesante, non come adesso che sono tutti lì a schiacciar bottoni) ha portato a casa il mangiare il mantenimento alla famiglia. Mentre le donne, che facevano? Essendo risaputo che sono esseri più deboli, inadatte per ciò al lavoro, restavano in casa, a fare le faccende, guardare i bambini, cucinare o guardare all'orto e ai polli . . . insomma, meno male che finalmente si è fatta chiarezza, ormai lui lo sa per certo: "le due che hanno inventato il femminismo erano due "maschiacci"  . . . mi capisce, "maschiacci" e non donne, è per questo che ce l'avevano con i maschi!"
Vi giuro, ad un certo punto ho visto passare davanti agli occhi schiere di donne  di campagna e di città, quelle che facevano il fieno in montagna, quelle che curavano le mucche sulle malghe, le mondine, le donne delle filande, le lavandaie, le infermiere, le maestre, le sarte e le ricamatrici, e tutte le altre, che nelle varie epoche hanno lavorato solo con la forza delle loro braccia . . . quelle che curavano sì la casa, ma anche bambini e vecchi e in più andavano a far l'erba, a portare il latte di primo mattino, le "pesciarole" col loro carrettino,  insomma, le donne che hanno sempre lavorato dentro e fuori casa.
Solo la certezza di avere davanti un residuato di tempi antichi e la buona educazione mi hanno impedito di rispondegli . . . gli altri tre uomini presenti in sala d'attesa, sono stati zitti zitti e guardavano di qua e di là, le signore presenti, non fiatavano.
Per fortuna prima che questo signore arrivasse a enunciare la teoria che le donne hanno il cervello di gallina, la Dottoressa l'ha chiamato per far la vaccinazione!
Io pensavo che questo tipo di persone, fosse estinto, mi sono dovuta ricredere, come
quest'altro, è ancora in circolazione!

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venerdì, 16 ottobre 2009

E' NATO!!!

 Annunciamo a tutta la blogosfera la nascita del

Piccolo Lord!
 

 
Di kili ne fa 3,150. Anche se qualcuno pensava potesse battere il bimbo di 8 kg!
Ora lui e la Mamma si stanno riprendendo dal grande sforzo che hanno fatto per metterlo al mondo.
La Nonna si prende cura di loro, perchè la Mamma è grande, però anche lei ha bisogno di sapere che ha la sua vicino a lei...

La famiglia è tutta in festa, c'è chi non ci capisce più niente dall'emozione. 
Presto ci sarà il racconto dettagliato, ma qualcosa possiamo anche lasciarlo da parte, dell'intensa nottata!

La Zia di questo piccolo tesoro vi saluta, essendo la Nonna in ospedale non potevamo lasciarvi senza La Notizia!

Frodosky

Aggiornamento delle 18.00 . . . la nonna è tornata per organizzarsi la "notte" all'Ospedale!
Ringraziamenti alla zia Frodo, e a tutte le zie e zii virtuli! Ecco la foto del PiccoloLord, nato di prima mattina, dopo una notte un po' travagliata . . . qui era ancora violaceo, perché dal caldo del suo nido, nella pancia della mamma, al freschetto di questa giornata, lo sbalzo è stato troppo! 

per fare lavoretti spiritosi ...

Immagine sostitutiva dell'originale . . . su richiesta della Mamma

Per ora si comporta bene, non piange troppo, beve con determinazione . . . ha le unghiette lunghe, la mamma si è ripresa dalla fatica ed è orgogliosa del suo bimbo . . . lo zio, continuando la tradizione iniziata con i cuginetti, gli ha già regalato un macchina, formato mignon:
 
Per altre notizie, ci sentiamo domani!
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giovedì, 24 settembre 2009

Previsioni del Tempo

Previsioni del "Tempo"

 . . . Ma no . . . non le previsioni meteorologiche  per quelle ci sono i vari "Bernacca" dei canali televisivi e dei giornali, a quelle ci pensa l'Udmv, con i suoi siti web dedicati, la mania di vederli quasi tutti in TV, su quasi tutti i canali (pure quelle europee!)

Le previsioni del Tempo che vi propongo oggi, riguardano il tempo che manca ancora alla data, prevista da voi, per la nascita del "PiccoloLord" . . . tenendo presente che in base a certe date, a certe informazioni, la Ginecologa, presume che il parto avverrà il 10 ottobre, ma che una sito on line, nel settore dedicato a queste amenità spiega :
"La data presunta del parto è un valore medio e corrisponde alla 40^ settimana. Se tutto procede regolarmente il parto avverrà nei 15 giorni prima o nei 15 giorni dopo la data indicata"

Cosa vincerà chi indovina??? Mah!!!

Il piacere di tenere il fantolino in braccio, in un giorno di pianti disperati???
Assistere ai  primi tentativi di imboccare il bebè, al momento dello svezzamento???

L'indubbio piacere di un paio di cambi di pannolino??? 
 
Un soggiorno per due sulla Luna, per non sentirlo piangere di notte???
Una settimana di lettura della "fiaba della buonanotte"???

A vostra scelta!

Anne_Geddes_39.jpg baby image by kiane25

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giovedì, 17 settembre 2009

Intervallo

- 1

. . . e non vi dico di più!

:-))) 

 

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martedì, 08 settembre 2009

Queste sì, che son notizie!

Dopo aver letto Italians  sfogliando il "Corriere della sera" on line, sono inciampata in questo articolo:

IL CASO

Isabel Allende: «Ho l’influenza A»
Isabel Allende annuncia:
«Ho l’influenza A»

Ho pensato "queste sì, che son notizie!", adesso, sto pensando, se è il caso che anch'io faccia sapere ai giornali che, visto il repentino abbassamento delle temperature, ho il naso chiuso, mal di gola e mal di testa! . . .

Non è che durante quest'inverno avremo un bolletino medico di tutti i VIP con l'influenza . . .

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domenica, 16 agosto 2009

4 / Ricordi di viaggio

Ci aspettano al Garda, lo zio, fratello più giovane di mia mamma, la zia, la cugina e suo marito, attraversiamo una serie di paesi, con le loro, belle, curatissime, “rotonde” dai segnali confusi o contrastanti, con i loro “saltini”, che ogni volta fanno partire il canto di un gallo nascosto da qualche parte del camper, e che per pigrizia non ho mai cercato. In certi paesi c’è addirittura la famigerata “zona 30 Km/h” che l’Uomodellamiavita, rispetta coscienziosamente, hai visto mai che ci arrivano multe al padrone del camper che poi dobbiamo giustificare???

Arriviamo all’ennesima rotonda, con 3 strade, una, quella da cui siamo arrivati, le altre due, segnalano il paese dove ha la casa al lago lo zio . . .  due, sono chiuse, con transenne dove fa bella mostra un cartello: “chiuso per manifestazione” noi, intrepidi, ne imbocchiamo una, finché individuato un vigile, gli spieghiamo che dobbiamo andare dallo zio, il tipo ci dice di non sapere dove è la casa dello zio, visto che lui è di un altro paese, torniamo alla rotonda e, visto che non passa nessuno, ci fermiamo in mezzo agli imbocchi delle due strade bloccate, chiamo lo zio, gli spiego il problema, lui mi rassicura subito: “Non ti preoccupare, adesso arriva lo zio! Sta ferma lì, che ci penso io!”.  Sarà la stanchezza, ma pur avendo passato i 50 . . . uno zio che ha 18 anni più di me che mi dice così, mi conforta molto. Passo il messaggio all’autista, che, senza problemi, si mette in attesa, nel giro di 10 minuti vediamo arrivare un’ auto che ci lampeggia, non c’è da sbagliarsi, di lì non è passato altro mezzo e di camper sul bordo della “rotonda” ci siamo solo noi, quando è più vicino, lo zio, si sporge dal finestrino con la testa, il  suo sorriso, e poi, col braccio ci fa segno di seguirlo, mentre perentorio ci ordina: “ ‘Ndom! (“Andiamo”, per il bergamaschi)” .

Dalle 20 alla mezzanotte, in buona compagnia, cena e racconti del viaggio, dove siamo stati e chi abbiamo visto, le “rotonde”, la comodità del camper. Ricordi di altre estati, di altri tempi, di persone che non ci sono più.  Rispondere a domanda tipo “come hai trovato la zia centenaria?”  . . . “come sta tua cugina!” . . . “sei stata a trovare anche Tizio, e lo zio Caio, l’hai visto? No?Ah, certo, è in ferie!”.  

Invece di andare a dormire, l’Udmv, decide di ripartire subito. Un po’ perché gli è passato il sonno, un po’ perché così ci portiamo avanti rispetto ai camion, un po’ perché, a lui, piace guidare, anche di notte! Non vi annoio con il racconto del viaggio, dormire nell'area di sosta di un autogrill, la sveglia alle 5,  no, alle 6 . . . partenza verso le 7 (la stanchezza si fa sentire), il traffico di Bologna, il sole che sorge e ci entra nell’abitacolo con prepotenza . . .

Parcheggio Autogrill (lucido) da Donato Gr.

Finalmente siamo a Cervia, tra telefonate e messaggi, arriviamo al primo vero problema del nostro peregrinare, il sottopaso della ferrovia, troppo basso per farci passare, presto arriva in soccorso lei,  ZiaCris, in sella alla sua bici, che carichiamo a bordo . . . ci accompagna, meglio di un navigatore, al passaggio a livello e poi, nei pressi di casa sua, la “casa dei puffi” come la chiama lei, una casa di vacanza, essenziale. Andiamo in spiaggia e conosciamo il Ferrari e la Tata, sono affascinata da questa pupetta, che ha l’età giusta per farsi amare. Non mi calcola per niente, non molto contenta che io monopolizzi la nonna, lei ha un pensiero fisso, la sua mamma che deve arrivare da un momento all’altro! Più tardi conosciamo anche la mamma della Tata e il suo compagno Coi quali condivideremo il pranzo, offerto con spontaneità e amicizia, accettato con gratitudine. Consumato in chiacchiere, tra una richiesta e l’altra della piccola! (Aspettiamo tutta la famiglia, promesse prelibatezze culinarie!!!)

E siamo di nuovo in strada, una tirata unica: da Cervia al casello dell’autostrada, dal casello di Rimini, fino al casello  di Porto San Giorgio, scelta discutibile quella dell’Udmv, di percorrere la Statale 16 verso le 19,00 di un lunedì, in tempo di vacanze, in quei pochi chilometri, percorsi in un sacco di tempo, ha avuto modo di rimpiangere le mitiche “rotonde” che al Nord, quasi, lo infastidivano. Qui, nella sua terra, code senza fine e tutti i semafori rossi, tant ’è che io, sono riuscita a confezionare ben 3 “mattonelle” della copertina in pochi chilometri!

Siamo arrivati, stanchi, ma felici!

Sappiamo di aver "saltato" un sacco di posti, un sacco di parenti e amici, e amici blogger che avremmo potuto incontrare per la via, ma il tempo era quello che era e una scelta è stata obbligata . . . se avremo più tempo, organizzeremo meglio i nostri tempi!  Promesso!
Nel frattempo, se passate di qua, tra l'Aso, il Tronto e il Salinello, fatemelo sapere, felice di conoscervi!

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venerdì, 14 agosto 2009

3 / Ricordi di viaggio

L’arrivo a casa dello zio I*** (fratello di mio padre), è complicato dal fatto che, anche qui, lungo la strada che percorriamo abitualmente c’è un cantiere aperto e dobbiamo trovare una strada alternativa . . . ma alla fine ecco la meta, giusto per l’ora di cena. Alla domanda di poter aver accesso al PC , mi viene detto che a quest’ora non lo si accende, perciò, mi tengo la voglia di navigare un po’ sul web . . . la  serata passa tra il nostro resoconto del viaggio, dei parenti visti, dei saluti da distribuire . . . l’Uomodellamiavita e lo zio, si organizzano per fare in modo che di notte possiamo usufruire della corrente elettrica, la serata è calda, invita a stare all’aperto, la zona è tranquilla. Ci lasciamo dopo aver fatto progetti di massima per il giorno dopo.
Il mattino, alle 6, circa, inizia a piovere di nuovo a dirotto, per fortuna non dura più di tanto. Aspettiamo di vedere la tapparella della cucina aperta per andare dagli zii per la colazione. Becchiamo lo zio in sala, al Pc . . . su Internet, e tra prima e dopo la colazione, gli insegno a commentare da me,  poi, gli facciamo vedere la FigliaPiccola su StreetView di Google, lui chiede se si può vedere anche Milano, trovate un paio di vie, e fatto pratica col mouse, va in cucina, con gli occhi accesi di emozione dice alla zia: “Guarda che ho imparato una cosa nuova, possiamo vedere dove stavi in collegio tu, quando studiavi a Milano, le vie dove passeggiavamo da fidanzati!”.  Troveranno Milano un po’ diversa, in fin dei conti lui ha 83 anni, lei poco meno!

Dopo le 11, con lo zio a farci da autista, andiamo in Ospedale, a trovare mia cugina che si è sottoposta ad una delicata operazione, gli ordini di sua madre (l’altra sorella di mio padre) sono stati perentori: “Non chiacchierare troppo, non stancarla, due minuti e vai!” Ma mi è difficile obbedire: sono quasi 5 anni che non la vedo . . . appena mi vede, mi sorride e alle mie promesse di parlarle poco, mi assicura che posso parlare quanto voglio, che lei si sente bene e ha voglia di chiacchierare con me! Purtroppo, tra gli orari dell’Ospedale, e i nostri impegni, il tempo è finito presto!


Parte di Città Alta, vista da Città Bassa (Porta Nuova)

Torniamo a casa dello zio, per vie a noi sconosciute, con lui che scherza sul fatto che le “rotonde” spuntano come i funghi da un giorno all’altro, e sul fatto che hanno dimenticato di mettere un cartello essenziale per noi, un cartello con l’indicazione “Casa dello Zio I***” . . . dice, ridendo, che provvederà per la prossima volta!

Pranzo, saluti e di nuovo in marcia, per poco, solo dall’altra parte della città Orobica. Per conoscere una copia di amici, lui blogger, lei no (però è una mia  affezionata lettrice) . . . che hanno appena allargato la famiglia, dopo il piccolo Michele, è arrivata Beatrice. Conosciamo loro, i bambini e i genitori di lei . . . Era un po’ che volevo conoscerli, (quella simpatia che nascono anche solo leggendosi) sono arrivati nella mia città di origine, solo da un anno. Siamo stati accolti da sorrisi e affetto, come se ci si conoscesse da sempre. Adesso li aspettiamo quaggiù!

Senza aver visto altro, né Citta Alta, né Citta Bassa, Puntiamo il mezzo verso l’Est e nel giro di un’oretta siamo nei pressi di Brescia, dall’altra zia di mia madre, classe 1924, e suo marito, suo figlio che ha solo 6 mesi più di me e che fa parte dei miei ricordi di infanzia e adolescenza, e sua moglie, Lucia, che in questo periodo non sta troppo bene, ha una malattia con la quale sta “litigando” da un annetto, l’ho trovata combattiva e piena di spirito, pronta alla battaglia. Anche qui, scambi di notizie sulle famiglie dei miei fratelli, sui miei figli, i saluti dei parenti incontrati prima, domande sui parenti che abbiamo visitato  (perché, è una famiglia così, sia il ramo materno, che quello paterno, si conoscono fra loro, provenendo tutti dallo stesso quartiere della città Orobica. Per quanto riguarda i parenti di mia madre,  si sono frequentati per tanti di quegli anni, che si conoscono benissimo.)

Si fa tardi, ci aspettano al Garda . . . salutiamo e partiamo!

(continua)

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giovedì, 13 agosto 2009

2/ Ricordi di viaggio

Il mattino del sabato, ve l’ho già detto, ci ha beccato una pioggia battente e siamo partiti subito verso la Lombardia, sempre sotto un cielo plumbeo e una cortina di pioggia, che non prometteva bene abbiamo imboccato l’Autostrada “dei vini” (la Torino-Piacenza-Brescia) che, ho scoperto poi,  ricalca parte di una delle strade medioevali che collegava l’Europa dell’Est, con la Francia e la Spagna.

La nostra velocità di crociera e una autostrada quasi vuota, ci hanno permesso di lasciare indietro le nuvole (o queste si sono volute attardare in Piemonte?). Era un sabato segnalato col “bollino nero” e noi, abbiamo pensato bene di lasciar perdere la zona di Milano e le sue tangenziali, abbiamo puntato su Lodi, uscendo al casello di “Castel S. Giovanni”, per strade e stradine nella campagna lombarda, dove oltre alle omnipresenti “rotonde” abbiamo scoperto un reticolo di  mille canali, rogge e fontanili, che corrono a bordo strada, acqua che scorre veloce, le chiuse per regolarla, i mulini, in disuso e marroni di ruggine; i paesi, sorpassati di corsa, senza fermarsi e la campagna con le sue belle cascinone , da Albero degli zoccoli, con campi e campi coltivati, perché, si fa presto a dire “pianura” ma a vederla, è tutta un’altra cosa. Peccato che, nessuno dei due si sia ricordato di portare la fotocamera . . .

Finalmente raggiungiamo il paesino vicino a Crema, dove abita una cugina, del ramo cremasco della famiglia. La cugina non c’è, è in Francia per uno dei rari viaggi, ma in compenso le figlie ci accolgono con gioia e affetto; riusciremo a parlare con la loro madre, che all'improvviso telefona dalla Francia. Non possiamo fermarci più di un’oretta, dopo aver aggiornate le notizie sulle rispettive famiglie, ripartiamo con la promessa di rivederci!

Sempre per stradine, poco frequentate, abbiamo raggiunto un incrocio, in mezzo al nulla, ma con i suoi bravi cartelli esplicativi: “fine provincia di (Lodi o Milano, non ho fatto in tempo a leggere) ” “inizio provincia di Bergamo (non ho quasi bisogno di leggerlo)“  e appena più avanti dei cartelli che riportavano “Antico confine del Ducato di Milano” . . . “Antico confine della Serenissima Repubblica Veneta”, dopo di che ai due lati della strada, un muro di piante di granturco . . . l’Udmv, scherza: “Siamo proprio arrivati in bergamasca . . . come dice tuo padre? “Melgott” !” (Melgott è uno dei nomi bergamaschi del granturco).

roncarro

 


Puntiamo decisamente su Caravaggio, il santuario della Madonna di Caravaggio, è un appuntamento fisso dei nostri viaggi al Nord.  Ci sono legati ricordi dell’infanzia, visite con i genitori, con gli scouts,  e in seguito, col fidanzato, col marito, con i figli . . . una storia lunga. Facciamo una visita in chiesa,  ricordandoci di amici e parenti . . . in fondo siamo passati per questo!

La terza fermata sulla strada che porta a Bergamo, è in un paese “dell’Isola” per trovare amici di famiglia, contando sui ricordi di altri viaggi, giriamo per tre volte, in un paese che negli ultimi tre anni, è cambiato tantissimo: strade nuove, sensi unici nuovi, case nuove, ma, “chi la dura la vince”, ricordando il nome della via, guardiamo attraverso i cancelli finché vediamo lei, la padrona di casa che si sta dedicando al giardinaggio, e di nuovo, la festa del ritrovarsi, con persone legate da affetto ed amicizia, la sosta è sempre breve, la frase che mi lascia perplessa, la pronuncia lui, l'amico d'infanzia di mio padre: "Così diventi nonna, pensare che mi ricordo di te nella culla!" . . . Ripartiamo, ci aspettano a Bergamo e siamo in ritardo . . .

(continua)

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martedì, 11 agosto 2009

Grazie!

Grazie a Dio
perchè, siamo partiti, abbiamo viaggiato per più di Mille&Cinquecento chilometri e siamo tornati, senza problemi, intopppi o incidenti!

Grazie al tempo
che è stato clemente e ci ha elargito la pioggia, per rinfrescare un po' l'aria, ma ci ha donato il sole e un po' di brezza, quando ci servivano!

Grazie ai parenti e agli amici di famiglia
che ci hanno accolto a braccia aperte, anche se siamo arrivati, con poco preavviso e poco tempo da dedicare a ciascuno di loro!

Grazie agli amici del web
che ci hanno fatto sentire a casa nostra, malgrado non ci fossimo mai visti . . . e anche a quelli che non siamo riusciti a vedere, malgrado la voglia!

Grazie
ai piccoli Michele e Beatrice e grazie anche alla Tata, alla sua mamma e a Mirko . . . loro non sanno perchè, ma io sì!

Grazie ai figli
chi ha acceso il suo Pc a Roma, per darmi notizie telefoniche e non farmi andare in crisi d'astinenza . . . chi ha accudito il cane, per non fare andare in crisi suo padre . . . chi si è presa cura della FigliaGrande, al posto mio . . . e alla FigliaGrande, che si è presa cura del Piccolo Lord e mi rassicurava telefonicamente, permettendomi di fare questa "grande rimpatriata" senza sentirmi troppo in colpa! 

Grazie a chi ci ha prestato il Camper
senza né come, né perchè . . . un camper, che con i suoi "max 85 Km/h", m'ha permesso di lavorare, ad uncinetto, così tante "piastrelle" che, in pochi giorni, sono arrivata a metà della copertina per il PiccoloLord!

Grazie all'UomoDellaMiaVita
che ha reso possibile questo viaggio, sacrificando una parte di ferie, che voleva dedicare all'orto e alla spiaggia . . . guidando per un sacco di ore, seguendo strade sconosciute e le mie sommarie indicazioni . . . e perchè mi sopporta, sempre: quando sono triste e quando sono allegra!

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giovedì, 23 luglio 2009

L’ultima pecora della sera

Questa l’ho trovata in posta, tempo fa, l’ho ritrovata in questi giorni. A me è piaciuta, e a voi?

Avevano fatto un concorso, sulla poesia postale, e poi, avevano stampato le poesie vincitrici su delle cartoline postali, le ho prese, per usarle come segnalibro, ce n’erano altre due, chissà sove sono finite??? Davvero carine!

 

L’ultima pecora della sera

Fatta la conta, porca miseria

Tocca a me di nuovo,

E’ cosa seria.

- Sono -

L’ultima pecora del salto in oltre,

Non sostenuta, non ripresa, a metà scartata.

Dal buio del sonno coperta nella coltre.

A panciata sulla staccionata.

                                      D. Vetta

 

Ricordatevi della povera pecora la prossima volta che non riuscite a dormire . . . contate anche lei, non la lasciate lì, spanciata sulla steccionata! ;-)

 

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venerdì, 10 luglio 2009

Prossimamente

PROSSIMAMENTE

SU QUESTO BLOG

LA LAUREATA

con la partecipazione straordinaria del 

SIMIL GENERO/2 (GrandeAmore DELLA FigliaPiccola)

PROTAGONISTI E INTERPRETI

LA LAUREATA = FIGLIA PICCOLA

SORELLA ANSIOSA & INCINTA = FIGLIA GRANDE + PICCOLO LORD

MAMMA = FIORDICACTUS

PAPA' = UOMO DELLA MIA VITA

LE CUGINE FASHION & GOSSIPPARE = LE CUGINE

IL CUGINO FASTIDIOSO = IL CUGINO

IL NONNO = IL NONNO

LA SUA SIGNORA = LA SUA SIGNORA

GLI ZII = GLI ZII

AMICHE BLOGGER

VALENTINA + VALENTINA = LE VALENTINE

AMICI/AMICHE DELLA FIGLIA PICCOLA = LORO STESSI

PROFESSORI = SE STESSI

LA TIZIA DELLA PORTA = LA TIZIA DELLA PORTA

LOCATION : ROMA & il suo traffico caotico!

  

 

 

 

 

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giovedì, 25 giugno 2009

Altre mamme . . .

E mentre io veglio sui miei cuccioli, ormai cresciuti, cioè:
Quella incinta, con tutte le paranoie del caso, dovute agli ormoni ballerini!
Quello che si è fatto male al piede sabato e tutt'ora zoppica, ma non va dal dottore!
Quella che sta a Roma e tra qualche settimana finisce il suo corso di studi!


La Carrie, mamma orgogliosa

La Carrie, con qualche giorno di anticipo rispetto alla data prevista, (28 giugno), ieri è diventata mamma, di ben 4 cuccioli, 2 maschi e 2 femmine! La aspettavamo qui a casa per il grande evento, avevamo l'ansia giusta (mai avuto a ch fare con cani femmine fin'ora), la cesta e un bel mucchio di stracci per foderarla, la stanza con accesso al prato, per le prime passeggiatine dei baby-dog . . . e invece, niente, la figlia e la Carrie, non possono viaggiare, a rischio persino la festa per festeggiare l'Anniversario.  A Roma, logicamente, a parte l'ansia, che è aumentata quando uno dei cuccioli si è presentato "podalico" e ha richiesto l'intervento della Veterinaria, non c'era la cesta, ma si è rimediato alla svelta! I nostri, non si lasciano mai scoraggiare, con un po' di scotch e uno scatolone opportunamente modificato, hanno approntato una cuccia di fortuna!


Cuccia di fortuna . . . meglio che niente!

Non so il nome dei cuccioli, a parte il primo: Johnny Cash . . . visto che la mamma, come nome completo fa: Carrie Bradshaw , sono curiosa di scoprire gli altri nomi! Hai visto mai che uno si chiami Fido? Mi hanno detto che sono già tutti assegnati, ne regalano uno persino a noi, che non l'abbiamo chiesto. . . se non è generosità questa!


il piccolo Johnny Cash riceve le cure della mamma!

Ecco, per gli affezionati lettori, altre foto . . .


La veterinara, vigila su parto podalico!


"Tutto finito? Mi posso riposare un attimo?"


Che fame . . . .


Mentre la Mamma è in bagno i piccoli si fanno compagnia... che dolci...

Dai Carrie, porta pazienza con questi piccoli ingordi, che presto ti vengo a trovare e parliamo insieme, noi mamme!

Foto e didascalie, per gentile concessione della FigliaPiccola e del suo GrandeAmore!

Aggiornamento del giorno dopo: La figlia grande, che ha seguito tutto il parto plurigemellare in diretta cos Skype, mi ha raccontato un sacco di cose interessanti . . . la figlia piccola, ha precisato che i podalici erano ben tre!

Aggiornamento foto, di sabato:


letti a castello?

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categorie: animali, gioia, allegria, figli, affetto, cronaca semiseria
sabato, 30 maggio 2009

Cazzeggio anch'io!

Trovato da Viv, e siccome mi sono divertita, ve lo giro! Ho notizie nuove, ma non il tempo . . . troppo da fare, come si dice qui sotto!

Dicono che tutti i giorni dobbiamo mangiare una mela per il ferro e una banana per il potassio.
Anche un'arancia per la vitamina C e una tazza di the verde senza zucchero per prevenire il diabete.
Tutti i giorni dobbiamo bere due litri d'acqua (sì, e poi pisciarli, che richiede il doppio del tempo che hai perso per berli).

Tutti i giorni bisogna bere un Actimel o mangiare uno yogurt per avere gli 'L.Casei Defensis', che nessuno sa bene che cosa cavolo sono però sembra che se non ti ingoi per lo meno un milione e mezzo di questi bacilli (?) tutti i giorni inizi a vedere sfocato.

Ogni giorno un'aspirina, per prevenire l'infarto, e un bicchiere di Vino rosso, sempre contro l'infarto ed un altro di bianco, per il sistema nervoso, ed uno di birra, che già non mi ricordo per che cosa era.
Se li bevi tutti insieme, ti può dare un'emorragia cerebrale, però non ti preoccupare,perché non te ne renderai neanche conto.

Tutti i giorni bisogna mangiare fibra. Molta, moltissima fibra, finché riesci a cagare un maglione. Si devono fare tra i 4 e 6 pasti quotidiani, leggeri, senza dimenticare di masticare 100 volte ogni boccone.
Facendo i calcoli, solo per mangiare se ne vanno 5 ore.
Ah, e dopo ogni pasto bisogna lavarsi i denti, ossia dopo l'Actimel e la fibra lavati i denti, dopo la mela i denti, dopo la banana i denti... e così via finché ti rimangono 3 denti in bocca, senza dimenticarti di usare il filo interdentale, massaggiare le gengive, il risciacquo con Listerine...

Bisogna dormire otto ore e lavorare altre otto, più le 5 necessarie per mangiare, 21. Te ne rimangono 3, sempre che non ci sia traffico.

Secondo le statistiche, vediamo la tele per tre ore al giorno.

Già, non si può, perché tutti i giorni bisogna camminare almeno mezz'ora (attenzione: dopo 15 minuti torna indietro, se no la mezz'ora diventa una).
Bisogna mantenere le amicizie perché sono come le piante, bisogna innaffiarle tutti i giorni. E anche quando vai in vacanza, suppongo.
Inoltre, bisogna tenersi informati, e leggere per lo meno due giornali e un paio di articoli di rivista, per una lettura critica.

Ah!, si deve fare l'amore tutti i giorni, però senza cadere nella routine: bisogna essere innovatori, creativi, e rinnovare la seduzione.
Bisogna anche avere il tempo di spazzare per terra, lavare i piatti, i panni, e non parliamo se hai un cane o ... dei FIGLI???
Insomma, per farla breve, i conti danno 29 ore al giorno.

L'unica possibilità che mi viene in mente è fare varie cose contemporaneamente: per esempio: ti fai la doccia con acqua fredda e con la bocca aperta così ti bevi i due litri d'acqua. Mentre esci dal bagno con lo spazzolino in bocca fai l'amore (tantrico) col compagno/a che nel frattempo guarda la tele e ti racconta, mentre tu lavi per terra.
Ti è rimasta una mano libera?? Chiama i tuoi amici! E i tuoi genitori. Bevi il vino (dopo aver chiamato i tuoi ne avrai bisogno). Il BioPuritas con la mela te lo può dare il tuo compagno/a, mentre si mangia la banana con l'Actimel, e domani fate cambio.
Però se ti rimangono due minuti liberi, invia questo messaggio ai tuoi Amici (che bisogna innaffiare come una pianta).
Adesso ti lascio, perché tra lo yogurt, la mela, la birra, il primo litro d'acqua e il terzo pasto con fibra della giornata, già non so più cosa sto facendo ... però devo andare urgentemente al bagno. E ne approfitto per lavarmi i denti....

postato da: fiordicactus alle ore 10:37 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: allegria, blog amici
giovedì, 21 maggio 2009

Buchi

Mi basterebbe poco, una fotocopiatrice come questa, trovare una cassaforte . . . qualche mazzetta giusto per coprire un po' di "buchi" . . . non sarei avida come questo tizio, ricordandomi che "chi troppo vuole . . ."

Poi, però, prenderei il foglio e lo appicicherei alla vetrina di una libreria, lì sì, farei incetta di libri, col rischio di rimanere chiusa dentro!!!

Si ringrazia l'amica Julia, per averlo trovato! Un po' di sano buon umore, in questi momenti, non guasta!

postato da: fiordicactus alle ore 11:47 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: allegria, paradossi
martedì, 19 maggio 2009

figli piccoli . . . guai piccoli!

Sarà la sindrome da nido vuoto? Sarà la menopausa incipiente? Sarà che sto diventando nonna?Sarà che leggo troppi blog di nonne e di mamme con figli piccoli, e spesso quello che raccontano mi ricorda cose di tanti anni fa???

 


Sarà che da Graciete ho visto questo Van Gogh: "Primi passi"

 

La figlia grande, vuole il bambolotto “Cicciobello”, la mamma cerca di farla ragionare, ci sono già altri bambolotti, perché ne vuole uno nuovo? Se proprio, si può comprare qualcos'altro.  La bimba, (non più di 5 anni)  va in camera e gioca, la mamma pensa di aver chiarito le cose!
Dopo un po’ torna la figlia e dice alla mamma: “Da grande andrò a lavorare, poi compro il “Cicciobello” e te lo do, così me lo regali!”

La mamma, resta lì come un'allocca!

 

Figlio, (5 o 6 anni): “ Mamma, mi potresti comprare il gioco XYZ?”

Mamma: “No, non abbiamo abbastanza soldi, di giochi ne hai tanti!”

Figlio: “ Ma i soldi ce li hai, ho visto io il papà che ti dava lo stipendio!”

Mamma: “Sì, ma prima bisogna pagare l’affitto, le bollette, la benzina e fare la spesa, non ne restano per i giochi!”

Il figlio va via, pare convinto, dopo una mezz’oretta torna e dice: “Mamma, ho capito come si fa, la prossima volta che il papà porta lo stipendio, prima andiamo a comprare i giochi che ci piacciono, e poi, coi soldi che avanzano, paghi tutte le altre cose!”

La mamma lo guarda allontanarsi allibita!

 

 

La mamma vede la figlia piccola per terra, lunga e distesa, una piccola bimba di 3 anni sì e no, le da una toccatina col piede, e non ha reazioni, le alza un braccio, ma questo ricade inerte, la mamma si incomincia a preoccupare, all’improvviso la piccola apre un occhio e sussurra: “Mamma, sono la Bella Addormentata, sto aspettando il Principesso che mi bacia e mi sveglia!”

La mamma tira un sospiro e se ne torna alle sue faccende! Sorridendo!

postato da: fiordicactus alle ore 10:56 | link | commenti (12) | commenti (12)
categorie: bambini, allegria, figli

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Utente: fiordicactus
Una persona normale, che sogna un mondo migliore, che vive una vita reale . . . ATTENZIONE ! ! ! Questo blog, va letto, sempre con un sorriso, come con un sorriso, lo scrivo . . . Grazie :-) !!!! AVVISO Questo blog e' un prodotto amatoriale e non editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001. Premesso che tutto il materiale pubblicato su Internet e' di dominio pubblico, se qualcuno riconoscesse proprio materiale con copyright e non volesse vederlo pubblicato sul blog, non ha che da darne avviso all'autrice del blog! Sarà subito eliminato. Si sottolinea inoltre che cio' che e' pubblicato sul blog e' a scopo di divertimento e chiacchiere! Sicuramente non di lucro!!!



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