

Pc mio, il nipote (tecnico informatico), dopo un mese e mezzo che ce l'ha lì, da aggiustare, mi dice, candidamente: "non l'ho ancora guardato, tanto tu non ci lavori . . .!" Forse, per fine settimana, me lo da a posto! Forse . . .
Pc del figlio, non so perchè è da venerdì che non funziona, oggi, di corsa da una postazione di fortuna!!!!!!!!! ;-)
Nel frattempo: figlia, nipotino, casa, banca, posta, telefono, corso, spesa . . . insomma, solite cose! :-)
Anzi, non tutte "solite cose", tramite un gruppo su Fb, forse ho trovato parenti lontani . . . poi ve lo raconto!
Per ora, niente influenza, speriamo di tenerla a distanza. O come dice mio zio: "Se la vedo arrivare, mi sposto!"
. . . questo è quello che ha detto l'Uomodellamiavita, mentre, ieri mattina, mi riprendeva con la telecamera, e io mi toglievo scarpe e calzettoni, apprestandomi a fare quella che lui definisce: "la pazzia!".
Tutto è cominciato quando qualche giorno fa ho letto un post che diceva così : "Se vai in riva al mare attendi l'acqua che si sposta rincorrendoti.. e fotografati anche i piedi se è trasparente e gelida.. Muovi le dita e sorridi.. Ti aiuterà a tornare bambino.. E' un attimo per ascoltarti.. perchè anche tu, probabilmente, ti sei un giorno confuso.. e perso.. chissà.. "
Detto fatto, io, che non entro in acqua, nemmeno d'estate, mi sono organizzata e, grazie anche al tempo, clemente . . . alle 11 eravamo in spiaggia e mi sono lanciata in questo esperimento!
Ed ecco a voi, il foto racconto:

Il cielo . . .

il mare . . .

la spiaggia . . .

mi tolgo scarpe e calzettoni . . .

abbandonati sulla sabbia umida . . .

in attesa dell'onda . . .

Brrrrrrr . . .

di nuovo la carezza del sole . . .

barche a vela sullo sfondo . . . in primo piano l'Udmv . . .

ciao mare!!!
Ecco, non mi ero persa, poche volte sono confusa e per tornare bambina ci voleva una immersione più lunga, vista la mia età! Però, sicuramente, sono regredita fino all'adolescenza . . . infatti, il resto della passeggiata l'ho fatta a piedi nudi sulla sabbia e con le scarpe tenute per i lacci e mi sono divertita; e mi sono sentita viva e piena di gioia!

La sala d'attesa, molto soft, su un tavolino lungo e basso, una candela accesa, poltrocine nere di finta pelle, che scricchiolano ad ogni respiro, luci adatte a leggere il libro "anticoda", solo negli angoli estremi . . . due persone che sono come zombi, guardano avanti fisso; due informatori farmaceutici, che ignorano tutto e chiacchierano fra di loro, mi salva dall'alienazione una breve e simpatica conversazione con un informatore farmaceutico, lì in veste di paziente, ma con abbigliamento "sospetto"
Poi, entrato questi dalla Dottoressa, arriva un signore, che partendo dal fatto che, la giornata è soleggiata lui, essendo venuto in bici, non sente freddo, anzi . . . mentre io, dico, dopo ferragosto comincio a coprirmi perchè ho freddo, mi spiega che è tutto un fatto di testa, di pensarci . . . o che i miei, in età infantile, mi coprivano troppo e io penso a quel filmino dove si vede una Fiordicactus di 3 anni, camicia e maglioncino, la gonna , con molte pieghe, ma abbondantemente sopra il ginocchio, scarpe alte, da bambina appunto e calzettoni, un fuolard in testa, stile "MariaRosa" del Lievito B, e intorno, una distesa di neve.
L'attesa si protrae e la conversazione si sposta sulle nuove tecnologie, il mio interlocutore mi spiega che ormai, noi, di una certa età, siamo tagliati fuori, con questi computer e la nuove tecnologie, lui per esempio, si fa aggiustare l'ora sul l'orologio da suo nipote e non usa assolutamente il computer . . . faccio presente, sorridendo, che non per tutti è così, portando l'esempio di mio zio, che a 83 anni, riesce benissimo a gestire questo "malefico" Computer . . . "Mosche bianche" sentenzia lui, gente che si diverte con quello, "IO . . . pronunciato prorpio così, maiuscolo . . . mi diverto con altro, esco, passeggio, incontro gente!", cerco di spiegare sempre con gentilezza, nel silenzio generale, mentre i due informatori farmaceutici hanno ceduto il posto ad altri pazienti in muta attesa, che ogni epoca ha avuto i suoi cambiamenti e c'erano le persone che li osteggiavano, quelle che non li capivano e quelle che li utilizzavano, come per esempio, appena dopo la guerra, persino al Nord, era difficile per le donne ottenere la patente, era una cosa rara.
Allora il signore, che ho scoperto avere la veneranda età di 67 anni, forte del fatto che lui è stato per un po' di anni a Cuneo, parte con una filippica sull'evidente ed incontestabile superiorità del maschio, che ha sempre gestito i rapporti all'esterno della famiglia, col lavoro, (lavoro pesante, non come adesso che sono tutti lì a schiacciar bottoni) ha portato a casa il mangiare il mantenimento alla famiglia. Mentre le donne, che facevano? Essendo risaputo che sono esseri più deboli, inadatte per ciò al lavoro, restavano in casa, a fare le faccende, guardare i bambini, cucinare o guardare all'orto e ai polli . . . insomma, meno male che finalmente si è fatta chiarezza, ormai lui lo sa per certo: "le due che hanno inventato il femminismo erano due "maschiacci" . . . mi capisce, "maschiacci" e non donne, è per questo che ce l'avevano con i maschi!"
Vi giuro, ad un certo punto ho visto passare davanti agli occhi schiere di donne di campagna e di città, quelle che facevano il fieno in montagna, quelle che curavano le mucche sulle malghe, le mondine, le donne delle filande, le lavandaie, le infermiere, le maestre, le sarte e le ricamatrici, e tutte le altre, che nelle varie epoche hanno lavorato solo con la forza delle loro braccia . . . quelle che curavano sì la casa, ma anche bambini e vecchi e in più andavano a far l'erba, a portare il latte di primo mattino, le "pesciarole" col loro carrettino, insomma, le donne che hanno sempre lavorato dentro e fuori casa.
Solo la certezza di avere davanti un residuato di tempi antichi e la buona educazione mi hanno impedito di rispondegli . . . gli altri tre uomini presenti in sala d'attesa, sono stati zitti zitti e guardavano di qua e di là, le signore presenti, non fiatavano.
Per fortuna prima che questo signore arrivasse a enunciare la teoria che le donne hanno il cervello di gallina, la Dottoressa l'ha chiamato per far la vaccinazione!
Io pensavo che questo tipo di persone, fosse estinto, mi sono dovuta ricredere, come quest'altro, è ancora in circolazione!

Che pessime giornate, pioggia battente, nuvole scure, qui il giorno è come la notte! Vento che impazza, e freddo, freddo, freddo! Autunno, non più Estate, non ancora Inverno in certi giorni, così bello, in certi giorni . . . La parte brutta dell'Autunno, proprio non la sopporto!
Vorrei partire e cercare il caldo, come fanno le rondini; vorrei andare in letargo e aspettare la Primavera; vorrei poter stare con la gente che amo, intorno al fuoco, a cuocere e mangiar caldarroste, ridendo!


Ogni tanto stampo qualche post, di solito quelli inerenti alla famiglia, e li spedisco alle cugine che non amano (e non hanno) il Computer.
Ogni tanto li faccio leggere anche a mio padre, che non vuole la connessione a Internet per paura di crearsi una dipendenza.
Ogni tanto, questi miei raccontini, risvegliano dei ricordi, che il nonno si affretta a raccontare ai nipoti, in una specie di gara fra generazioni!
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E' successo allora, che un giorno, mentre si aspettava che fosse tutto pronto per pranzo in famiglia, dopo aver letto questo post , il nonno raccontasse di quella volta (anni '30) che alla scuola elementare, durante il compito di italiano (forse un tema?)preso da un dubbio, chiese al suo vicino di banco, sussurrando:
"com a s' dis "la cucia"?" (Trad. "come si dice "la cucia")
La domanda venne mal capita e l'amico rispose:
"La gogia? L'ago!"
Il nonno, rimase un attimo pensoso su quella risposta, ma, diamine, l'amico era uno tra i più bravi della classe, se lo diceva lui. . . e continuò a scrivere il suo testo. L
a frase, che pensata in bergamasco suonava più o meno così: "ol cà, l'è 'ndacc det in dela cucia" (Trad. il cane è entrato nella cuccia), risultò scritta così: "il cane è entrato nel lago".
Non solo si era perso il significato della parole, nella traduzione, causa assonanza tra una parola e l'altra, ma si era perso anche l'apostrofo!!!
